giovedì 15 luglio 2010

L'archeologo indipendentista e le sue dipendenze

Un “archeologo indipendentista”, Giuseppe Asdrubale Puggioni, tiene cattedra su Facebook col proposito, encomiabile davvero, di avvertire gli indipendentisti della necessità di non basare sull'archeologia la ricerca dei fondamenti dell'identità e dell'indipendenza. È un sacrosanto avvertimento oltre che, per un nazionalista come lui, una bella scommessa: una nazione senza miti sarebbe un unicum nel panorama mondiale.
Io non ho alcun motivo per dubitare della fede indipendentista di Puggioni, qualcuno sì sulla propria indipendenza personale, quel sottile e intrigante piacere di uscire dai dogma, dai paradigma, dagli stilemi, dagli stereotipi e, ben piazzato sulle spalle di chi lo ha preceduto, ragionare con la propria testa. Se la prende con il mito della Barbagia inespugnabile, ma nella rincorsa presa per saltare il mito inciampa in qualche cavolata. Come è noto, la Barbaria era tale perché non conquistata, nel momento in cui è conquistata non è più Barbaria e quindi è assai probabile trovarvi resti dell'occupazione romana. Fra i centri della Barbagia conquistata pone Orune e Bolotana, che mai furono in Barbagia. E poi, per non farsi mancare nulla nella meritoria opera di demolizione del mito, fa un minestrone di conquiste militari, commerci, spoliazioni.
Ma non è certo questa minutaglia a sollevare dubbi sulla sua indipendenza interiore. Rispondendo al generoso tentativo di incrinare le sue certezze granitiche, ecco che cosa scrive, e ditemi voi se non avete sentori conosciuti.
Outsider e reperti misteriosi, bene, credo di intendere a cosa ti riferisci e ti rispondo, allora per prima cosa di reperti "simili" ne ho l'archivio digitale ed analogico pieno (se vuoi, in privato ti mando foto di una tavoletta Sarda con iscrizioni indecifrabili "acquistata di recente da Museo di Madrid)... infatti "tali" reperti essendo non più in situ, e peggio, di provenienza dubbia e non contestualizzabile, scientificamente non hanno alcun valore, infatti per l'archeologia non è importante il reperto in sé (che può avere qualsiasi provenienza) ma il luogo, oppure lo strato del terreno del Sito in cui viene rinvenuto, allora si che avrebbe un'importanza eccezionale a livello scientifico. e non mi riferisco solo al coccio istoriato di Pozzomaggiore a cui, credo, alludi, ma anche alle tavolette di bronzo ritenute da tanti Outsider incise in Sardo, addirittura dagli Shardana... bene quelle tavolette oltre ad essere chiaramente Bizantine (grazie a 6 confronti identici ma ritrovati in situ ed in strati sicuri di tombe Bizantine ritrovati nell'arco Egeo) ci dicono quanto “pericoloso” sia, spacciare teorie assurte a Verità Assolute, quando poi, scientificamente si viene smentiti.”
Dite. Non è un piccolo capolavoro? Giuro su quanto ho di più caro che non ho toccato alcunché.
Simili certezze, al servizio di tanto pensiero scientifico, mi esimono da qualsiasi commento. Salvo uno: la comunità scientifica sarda conosce un “Tavoletta sarda”, acquistata dal Museo di Madrid, in cui appaiono “iscrizioni indecifrabili” (tavoletta a disposizione dell'amico del Nostro, cosa loro insomma). Indecifrabili? Da chi, da Puggioni o dagli epigrafisti?

26 commenti:

shardanaleo ha detto...

Avevo notato questo strano intervento di questo ancora più strano indipendentista. Non ho fatto fatica a capire di che razza si tratta, anche perchè in passato ho avuto modo di lamentarmi con gli amici di IRS di qualche iscritto che va in giro per il web a denigrare me e altri ricercatori indipendenti che ben conosciamo, come Gigi, Vacca ecc. e le loro ricerche sul POPOLO SHARDANA.
Ma IRS (e gli altri partiti Sardi) dovrebbe guardarsi da questi figuri che puzzano di INFILTRATI.
ARCHEOBIMBI che si mascherano da indipendentisti per sguazzare tranquilli... Ma i loro MAESTRI sono ... maestri in quest'arte.
Vedi STIGLITZ che si proffessava SARDISTA in un forum in cui scrivevamo ambedue.
Chiaramente loro lo fanno PER IL BENE DELLA STORIA DEI SARDI, anzi della SARDEGNA, perbacco! Il LORO BENE S'INTENDE!
Come questo ANGELO MORITTU che scrive nel forum di IRS e si proiclama indipendentista... vedere cosa è capace di scrivere sulla storia dei SHARDANA e dei SARDI: http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2010/06/30/shardana-i-dubbi-e-le-incertezze-sulla-provenienza-degli-antichi-rimangono/comment-page-1/#comment-1053
Oltretutto usando un'immagine di MIA PROPRIETA' (concessa da Tonino Mura)
Kum Salude
Leonardo

Zazen di Rostock ha detto...

Puggioni è di SNI, non vedo cosa c'entri iRS... e in realtá non vedo come possa influire la sua provenienza, nè cosa qualcuno di iRS o SNI potrebbe o dovrebbe fare a riguardo.

Daniele Addis

zuannefrantziscu ha detto...

@ Atry
Non hai capito che le decine di cose misteriose che egli conosce sono cosa loro?
Credo che neppure immagini, il buon Puggioni, quanta gravità sia nascosta nelle cose che ha scritto.

@ Daniele Addis
Hai ragione a prendere le distanze. Spero che lo faccia anche Sardigna natzione. Spendere quel nome mi pare inappropriato

Zazen di Rostock ha detto...

Non è che prendo le distanze, non ho proprio le competenze per pronunciarmi.
Non vedo perché poi SNI dovrebbe farlo visto che le dichiarazioni di Puggioni in quanto archeologo, per quanto indipendentista, non mi pare siano parte di un qualche comunicato ufficiale.
Lo stesso vale per Angelo Morittu di iRS.

zuannefrantziscu ha detto...

@ Zazen
Se si fosse presentato come archeologo e basta, una bella litigata e tutto finiva lì. Ma per catturare la benevolenza preventiva, si è presentato come "archeologo indipendentista" di rito SNI. Un po' come facevano alcuni negozianti quando facevano sapere ai clienti giusti la loro militanza in un partito.
La roba era pregiudizialmente buona.

shardanaleo ha detto...

"Lo stesso vale per Angelo Morittu di iRS."

e no! Angelo scrive nel FORUM UFFICIALE DI IRS e va contro i principi morali, storici e politici del movimento.
permetti che io, Leonardo Melis "FANTARCHEOLOGO DI STAMPO SARDISTA CON PULSIONI INDIPENDENTISTE" come dicono gli archeobuoni e comunque PIENO DI SARDITà fin dal periodo dell'allattamento e reduce come altri qui da battaglie per l'IDENTITA della nostra Sardinia... permetti che vedere uno che scrive nel forum di IRS e che credo sia anche tesserato e comunque scrive nel forum di IRS, e vantarsi di ATTACCHI e SFOTTO' GRATUITI contro chi combatte per l'identità del popolo sardo da quarant'anni con i suoi studi e ricerche... permettimi di dirti che nel mio forum non durerebbe più di un minuto.
Ognuno è libero di pensarla come vuole sui SHARDANA=SARDI, ma ognuno al suo posto. Se mi attacca un Bernardini o uno STIGLITZ o un militante di un partito TERRAMANNESE, fa parte del gioco. ma leggere uno che si proclama indipendentista e critica la nostra STORIA... dai SHARDANA ai JUDICI... (perchè se la prende anche con le FAVOLE di LEONORA... )...
DA CHE PARTE STA?
Almeno i forum si possono moderare e quell'articolo su TOTTUSIMPARI è piuttosto...
il bello è che lui se ne vanta prprio nel forum di IRS.

va beh! la chiudo, non vorrei che il mio intervento sembrasse una critica verso IRS.
Kum Salude
leonardo

Zazen di Rostock ha detto...

Quello è il forum pubblico di iRS, dove le persone iscritte parlano di quello che vogliono e non si tratta necessariamente di attivisti o sostenitori di iRS. Ci sono anche quelli che parlano di scie chimiche, signoraggio e nuovo ordine mondiale, ma non rappresentano minimamente le posizioni del movimento.
Oltretutto le opinioni di Angelo Morittu non vanno contro nessun principio di iRS.
Si può essere indipendentisti e non esaltare gli Shardana, non ci vedo niente di contraddittorio. Questa cosa di "o accetti la teoria degli Shardana o non sei indipendentista" mi sa molto di MinCulPop.
Sempre all'interno del forum di iRS ci sono pure quelli che invece si dichiarano d'accordo con quella teoria, ma nessuno degli "archeobuoni" si è mai permesso di chiederne l'epurazione o la censura.

zuannefrantziscu ha detto...

da Angelo Morittu

È la seconda volta che Leonardo Melis mi attacca personalmente peraltro approfittando dell'ospitalità su altri blog e totalmente fuori contesto.
La prima fu quando mi permisi di criticare la teoria dello tsunami, e mi beccai l'accusa di "tradimento" benché egli stesso non persuaso della tesi di Frau trovò inopportuno il mio denigrare la strana storia dei nuraghi sepolti dal fango di mare e mi iscrisse d'ufficio ai nemici suoi, di Frau e di Sanna.
Ora leggo questa invettiva di puro stile fascista per essermi permesso di scrivere sui shardana in termini non ortodossi, cita quindi le mie preferenze politiche (meno male che si è fermato a quelle) secondo lui non genuine e puzzolenti.
Addiritura, con enorme sprezzo del ridicolo si è sentito in dovere di avvertire del grave pericolo i suoi amici di iRS, come che, per sostenere quel partito sia necessario oltre che condividere i principi e pagare la quota anche giurare sui sacri testi di shardana & atlantis, ma mi facci il piacere!
Visto che forse il Melis si è offeso perché non l'ho citato sulla bibliografia, rimedio ora, alcune delle citazioni sul mio articoletto di bassa satira sono tratte dal libro "SHARDANA i popoli del mare" di Leonardo Melis, PTM editrice, III edizione set. 2003. (dal neolitico a Leonardo Alagon in 190 pagine).

zuannefrantziscu ha detto...

E' certo colpa mia e del titolo che ho dato all'articolo, fatto sta che la discussione scivola su terreni diversi da quelli che a me sembrano di sostanza.
Un archeologo annuncia che il Museo di Madrid ha acquistato una tavola definita sarda immagino dallo stesso museo. Propendo a credere che chi l'ha acquistata non sia uno sprovveduto e che, forse, era attratto dalle scritte ora definite indecifrabili.
Che l'archeologo non sappia decifrarle è normale, l'epigrafia non è il suo mestiere. Ma, avrebbe detto il fornaio prussiano, ci sarà un epigrafista se non a Cagliari, almeno a Berlino o a Madrid? E ci sarà qualche archeologo, in Sardegna, che sia curioso di sapere che cos'è quella tavoletta?
O anche quella, come il coccio di Pozzomaggiore, è solo "istoriata", ornata di fregi?

zuannefrantziscu ha detto...

da Leonardo Melis

Caro Angelo, i tuoi articoli non sono di CRITICA, ma di INSULTI e SFOTTò, come questo su CORONADELOGU del 23 aprile, con tanto di foto dell'ASINO... e sarei io in fallo?

Shardainos

Quindi questa sarebbe una semplice sana critica? O non è piuttosto una serie di INSULTI e SFOTTò? E pretendi anche che qualcuno non ti risponda? MAH!
Kum Salude.
leonardo

shardanaleo ha detto...

vai a capire! uno dà insolentemente dell'asino a chi li pare e non vuole neanche essere redarguito!
CRITICARE è una cosa SFOTTERE e INSULTARE (con tanto di foto del somaro e l'appellativo SHARD.AINOS) è ben altro.
io la Bibbia la conosco bene e anche i Vangeli. ma non credo alla favoletta del PORGERE L'ALTRA GUANCIA.
Se uno sfotte, deve prenderne le conseguenze, di quanto scrive.
Kum Salude
leonardo

cagliari ha detto...

Mi chiamo Roberto Sirigu e sono archeologo.
Ho letto il testo che compare all'indirizzo http://sadefenza.blogspot.com/2010/07/i-giganti-di-monte-prama-e-rilfessioni.html, a firma Giuseppe Asdrubale Puggioni. Voglio precisare che si tratta di un mio articolo, copiato di sana pianta, intitolato "Le tombe degli eroi
nella necropoli di Monti Prama", pubblicato nel 2006 nel Quadreno n. 1 della rivista "Darwin". Quando si usano i lavori di altri è norma di buona educazione citare la fonte originale. Non farlo è un comportamento lesivo dei diritti dell'autore, che può anche rivalersi per vie legali. Sentirsi indipendentisti non ci autorizza a sentirci indipendenti dal rispetto delle leggi.

Roberto Sirigu

zuannefrantziscu ha detto...

@ Roberto Sirigu
So benissimo chi è. Non sempre condivido le cose che scrive (comprese alcune in quella rivista) ma condivido la sua irritazione.
Questo blog è comunque aperto a tutto ciò che vorrà dire

Adriano ha detto...

Per Morittu e i contendenti: Mi scuso se abuso temporaneamente dello spazio di Gianfranco deviando di poco il tema dell'articolo, ma questa moda di denigrare gli altri impedendo poi ai diretti interessati di replicare, è diventata una moda abitudinaria. Angelo Morittu non è nuovo a questa moda, basti guardare il suo articolo sul Manifesto Sardo in merito di "Partito Unico dei Sardi", un articolo basato su mala-informazione, congetture, ideologia, e persino denigrazione altrui; quì reperibile: http://www.manifestosardo.org/?p=4439 Voglio piuttosto ricordare che le personalità politiche che oggi si sono aperte all'ipotesi (come Fortza Paris e Sardegna e Libertà), hanno opinioni molto diverse rispetto alle fesserie esposte da Morittu (se Morittu poi è contrario al mio definirle fesserie, può replicare in qualsiasi spazio). Mentre potrà trovare una sintesi dei nostri pensieri su: http://www.sanatzione.eu/2010/07/se-2-piu-2-non-fa-4-chi-come-e-perche-dovrebbe-fondare-il-partito-dei-sardi/ Che poi saranno gli stessi che nei prossimi mesi sosterremo anche nel quadro di Fortza Paris, ed anche in altri movimenti politici. Grazie. - Bomboi Adriano

Mauro Peppino Zedda ha detto...

Dopo aver letto il testo in questione mi sono accorto che l'aveva copiato da quello di Sirigu, che ho prontamente avvisato.
Spero che Roberto voglia postare in questa sede il suo interessante articolo, per sentire i nostri commenti.

Su Teraccu ha detto...

Sia chiaro che io non ho insultato ne ho mai dato dell'asino a nessuno!!!

Se davvero tutto ormai sembra essere shardana ho voluto ricordare l'animale da lavoro preferito dai popoli mediorientali e quindi anche sardo: l'asino sardo, che appunto possiamo chiamare perché no "shardainu".
Se poi quando uno vede un asino vi si identifica in senso negativo è un problema suo, come non mi pare che Leonardo Melis sia l'unico e legittimo depositario del marchio shardana® ergo non capisco perché si senta insultato o sminuito nelle sue ricerche se qualcuno ironizza e sfotte il mito shardana, non la sua persona, a meno che egli stesso non ambisca ad identificarsi col mito.
Per quanto mi riguarda sono un appassionato cultore dell'asino sardo, e appena potrò farlo ne acquisterò una coppia, senza ironia è l'asino l'animale simbolo della Sardegna molto più del cavallo. È l'asino che ha dato da mangiare a mille generazioni di sardi, ha arato, trasportato, trainato e infine macinato il grano, sempre docile, ma intelligente e frugale, capace di campare con pochissimo, magari non è l'animale più adatto alla guerra, ma sicuramente il miglior strumento di lavoro dell'uomo antico e lo vediamo ancora all'opera nei paesi più arretrati del mondo.
Capisco che possa dar fastidio associarlo ai formidabili guerrieri shardanici, ma al mito improbabile di questi dominatori sanguinari preferisco una bella frittata di cipolle.

Anghelu

Mauro Peppino Zedda ha detto...

Signor Anghelu Morittu,
non esageri con le date, l'asino come il cavallo è presente in Sardegna da appena tremila anni! dunque da sole 120 generazioni circa!!
Sono d'accordo con lei che si tratti di un simpaticissimo animale di cui un "theraccu dei baroni o un barone" (non lei beninteso) a due gambe fa abuso del nome di tale simpatico animale!

Mauro Peppino Zedda ha detto...

Scusate ma davvero tal Puggioni esiste veramente? In altre parole conoscete il tizio che ha frmato come suo un articolo di Roberto Sirigu?

maimone ha detto...

@ Morittu

Non sono assolutamente d'accordo sulle sue idee sui Shardana, ma voglio ringraziarla per quel bellissimo elogio dell'asino. Quand'ero bambino, in casa avevamo un asinello d'una intelligenza straordinaria e grandissimo lavoratore. A distanza di oltre 40 anni io lo ricordo sempre con affetto e rimpianto. Ci tengo a sottolineare che l'asino era il vero mezzo di trasporto dei sardi, mica il cavallo che era riservato a pochi. Del resto il proverbio parla chiaro:
SU RICCU ANDAT A CADDU, SU POBERU A SA MOLENTINA.

zuannefrantziscu ha detto...

@ Mauro
Non lo so, so solo che si è inabissato con tutte le cose scritte in questi giorni.

cagliari ha detto...

Coglierei volentieri l'invito di Mauro a postare il mio articolo pubblicato in: DARWIN Quaderni n. 1, 2006, ma lo spazio disponibile nel blog non ne consente la pubblicazione integrale.
Per chiunque fosse interessato a leggere l'articolo, segnalo che è scaricabile dal sito: http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_93_20070720115442.pdf
Roberto Sirigu

ADG ha detto...

Il cavallo è presente in Sardegna da appena ottomila anni(!), sono stati rinvenuti fossili del 6000 a.C. circa , mentre la presenza d'una certa variante fenotipica d'asino è assai più recente,
si crede risalga all'età del silicio.
ADG

zuannefrantziscu ha detto...

@ Sirugu
Il blog è collegato al sito dove non esistono problemi di spazio. Ma inserisco il link al suo articolo

Roberto Sirigu

cagliari ha detto...

La ringrazio per l'ospitalità e per la disponibilità.
Roberto Sirigu

Alessandro Lessà ha detto...

Sono stati trovati fossili del 6000 a.C. di equidi? Dove?

Mauro Peppino Zedda ha detto...

Non vi è nessun segno che attesti la presenza di equidi in Sardegna nei tempi precedenti il 1000 a.C. sia tra gli ecofatti, manufatti e rappresentazioni artistiche.