di Massimo Pittau
Gentile Dott.a Aba Losi,
1. In virtù della Sua specializzazione scientifica e universitaria in Foto-Biologia e Foto-Chimica, Lei sa molto meglio di me che nel linguaggio dei fisici e dei chimici ricorre continuamente il vocabolo (oltre che il concetto) di «atomo». Ebbene, in virtù della mia specializzazione scientifica e universitaria Le assicuro che nel linguaggio dei linguisti e degli epigrafisti ricorre continuamente il vocabolo (oltre che il concetto) di «fonema» (la cui trascrizione – come certamente Lei sa - si chiama «grafema», cioè “lettera di alfabeto”). Inoltre basta aprire un qualsiasi libro di linguistica e si incontra molto di frequente la distinzione fa il «significante» e il «significato»: il «significante» di un vocabolo – come ancora Lei ben sa – è il «complesso fonetico o fonematico» di cui esso è composto.
Ciò premesso Le dico che ho letto con minuziosa attenzione il lungo testo che Lei mi ha mandato, dopo che Le avevo fatto la richiesta di mostrarci l’”alfabeto nuragico”. Ebbene, per il vero non con sorpresa, ho constatato che voi non fate mai riferimento ai “fonemi”, né ai “complessi fonetici”, né alle loro “valenze fonetiche”. E dunque agite come se, in una vostra pubblicazione di fisica o di chimica, non citaste mai l’«atomo» né le sue combinazioni né il suo comportamento.
La conclusione l’avevo già anticipata a Lei: voi fate una grave confusione, nel senso che prendete i “disegni” che trovate nei reperti archeologici come altrettante “lettere dell’alfabeto nuragico”. Ed ne consegue che voi non fate per nulla epigrafia né linguistica, ma, nel migliore dei casi, fate iconografia. Voi ancora prendete i “simboli” che trovate come altrettante “lettere dell’alfabeto nuragico”, per cui, nel migliore dei casi, fate simbologia non epigrafia né linguistica.
2. E allora io ritorno alla semplice ma essenziale richiesta: a) Ci mostri l'alfabeto nuragico con tutte e sole le sue lettere; b) Ci mostri la loro valenza fonetica, ossia come ciascuna di esse si pronunzia; c) Ci mostri qualche nastro o brano scritto in alfabeto nuragico; d) Ci indichi come effettivmente va pronunziato; d) Ci indichi il suo “significato”, ossia lo traduca in lingua italiana; e) Ci indichi qualche connessione con i 350 appellativi e 2300 toponimi protosardi che già conosciamo.
3. Io Le ho già obiettato che non ha alcun senso che voi facciate continui riferimenti ad altri alfabeti del vicino Oriente, quelli sumerico, aramaico, elamitico, paleocananeo, ugaritico, minoico, fenicio, ecc. Evidentemente a noi Sardi interessa soltanto quello che voi chiamate “alfabeto nuragico”. Lo sappiamo tutti che nel vicino Oriente c’è stato nel passato tutto un pullulare di alfabeti, l’uno derivato dall’altro, ma a noi Sardi interessa esclusivamente il nostro/vostro “alfabeto nuragico”. E fatecelo vedere una buona volta, lasciando completamente da parte tutti gli altri, soprattutto quelli che costituiscono – come ha riconosciuto anche Lei – altrettanti “alfabeti-guazzabuglio”.
4. Franco Laner vi ha chiesto di sapere quali “epigrafisti” di professione erano presenti al vostro Convegno Internazionale tenuto per la seconda volta in un aula della Facoltà di Medicina di Sassari. Ed io, oltre a questi, chiedo di sapere il nome degli altri relatori “internazionali” o stranieri e il titolo delle loro relazioni.
E infine Le chiedo un ultimo favore: mi dia risposte puntuali e sintetiche, come puntuali e sintetiche sono le mie richieste. Insomma non mi mandi più pagine e pagine dei vostri lunghissimi e innumerevoli interventi, dove si parla di tutto, fuorché dell’argomento che interessa veramente tutti noi Sardi: l’”alfabeto nuragico” appunto.
Grazie anticipate e cordiali saluti
62 commenti:
Bene professore. Lei ha letto minuziosamente il mio articolo ed anche quelli che le ho mandato.
Però non ha capito nulla dei cosiddetti alfabeti guazzabuglio: che esistono ed hanno un senso. Si chiamano mix scrittori. Se lei questo concetto non lo capisce o non lo vuole capire è perfettamente inutile che io le parli di fonemi (di cui sa sicuramente più di me) o di semesiografia.
Comunque le riporto un' osservazione del prof. Manuel Barbera, con cui lei può o meno essere d' accordo (materiali integrativi al corso di Didattica delle lingue moderne)
http://www.bmanuel.org/corling/corling1-6.html
"Abbiamo parlato di corrispondenze univoche tra unità della scrittura (grafemi, logogrammi) ed unità della lingua (fonemi e sillabemi, lessemi e morfemi). In realtà queste sono condizioni ideali, rispetto alle quali quasi tutte le scritture storiche presentano un numero più o meno elevato di eccezioni. Le "eccezioni", infatti, sono in funzione della storia stessa della lingua in questione: la scrittura, in effetti, cambia meno facilmente e rapidamente della lingua; per cui, ad esempio, una scrittura come quella francese, che rappresentava coerentemente la lingua francese medievale, oggi che il francese è molto cambiato ha con esso una corrispondenza molto più indiretta: cette fois 'questa volta' in antico francese valeva, regolarmente ['tsette 'fois] e non [set'fwa] come oggidì. A pagina 81 del manuale di Graffi-Scalise è riportata un'utile tavola delle "incoerenze" dell'italiano, ossia delle corrispondenze imperfette tra grafemi e fonemi; riuscireste a fare uno schema del genere per un'altra lingua che conoscete?"
Il programma ed i relatori del convegno di Sassari sono in rete, in ogni dove.
Le dico chiaro e tondo, ed in sintesi, che mi sono rotta le scatole che lei mi prenda in giro con le sue richieste cui è stato più volte risposto. Gigi Sanna nomina più volte i fonemi ed i semata in tutte le sue pubblicazioni. Vi sono sempre e dico sempre le tabelle con trascrizione fonetica (non quella IPA, quella convenzionale logicamente); giocoforza approssimata, come sono tutte le trascrizioni foentiche di tutti gli alfabeti antichi. Quella delle abjad semitiche si basa giocoforza sugli alfabeti semitici attuali, e su cosa sennò? chi può sapere come certi segni venivano pronunziati ad Ugarit? comunque l' IPA che seguiamo lo trova qua.
http://www.omniglot.com/writing/hebrew.htm
Fotobiologia e fotochimica son scritti tutti attaccati.
Caro Pittau,ora basta! Proprio basta! Ti do solo un consiglio dal momento che con il 'vi' ripetuto mi coinvolgi con prepotenza: lascia perdere, non è cosa per te! E siccome davvero tu 'svillaneggi' con la tua spocchia (a dir poco) sarei costretto a svillaneggiare (e tu sai che lo so fare)a mia volta. Proprio quello che non volevi e di cui temevi il 'rischio'. Io m'ero già dimenticato di un tipaccio 'scorretto' come te e ho preferito tacere nonostante le sciocchezze che scrivi e, purtroppo, ripeti. Mi ero dimenticato persino delle vergognose calunnie nei miei confronti a cui ha replicato Giorgio Cannas (te ne sei dimenticato?).
Aba si è rotta le scatole da qualche ora (beata lei!), io data la tua ignoranza abissale sulla materia, la tua incapacità assoluta di capire e di sostenere il confronto, entrando nel merito, me le sono rotte da diverso tempo. Tu farfugli e meni il can per l'aia e basta. Ti danno le risposte (caspita se te le danno!) e fai il prepotente indisponendo oltre ogni misura. Ma con la prepotenza non ottieni nulla e non intimidisci nessuno cercando di fare lezioncine ai 'villani' che studiano e interpretano guazzabugli. Guarda un po' tu che rispetto e che linguaggio scientifico! Io infastidito potrei replicare dicendo 'dove' si trova, con assoluta chiarezza, il guazzabuglio. Ma preferisco tacere.
Ti ripeto. Lascia perdere e ricorda il bel consiglio che ti avevano dato i tuoi 'cari'. Vivi sereno e non innervosirti: non c'è bisogno di evidenziare i segni in neretto! Nè di ripetere i concetti e le parole di Franco Laner! Al quale abbiamo già dato le risposte! Questo si chiama 'copiare'! E non fare paragoni perchè non li sai fare: al massimo fai e costruisci paracarri! E a noi Sardi questi non interessano: il carro è il tuo mezzo non il nostro.
Cara Aba con te mi piace parlare di roba scientifica, persino di top -onomastica (onomastica al top). Con i violenti e i cattivelli proprio no! E men che meno con coloro che possiedono l'Ego ipertrofico. Hai mai visto come si dice 'canale' nella Bibbia? Con ogni probabilità è il SLH (trilittero e con l'aspirata gutturale) di SULCI. Il nostro amato SULCI-S, il 'nome' per eccellenza di uno dei più noti 'canali' di navigazione dell'antichità. Mica esistevano solo Scilla e Cariddi! Un po' più piccoli, come sempre, ma un canaletto lo avevamo anche noi!
Ho constatato poi che con un carro scassato si arriva sino agli Etruschi (e male) e ai Romani (e male), con i mezzi più spediti di oggi si arriva sino al semitico e quindi al nuragico. Quello dei nostri novanta documenti! Tutti tutti, come sai con le belle nostre radici consonantiche. Anzi: con i 'significanti' consonantici! Guarda un po' che combinazione! E così si possono fare le pernacchie a molti, mia cara, anche e soprattutto ai feniciomani. I Nuragici chiamavano dunque il loro bel canale SLH! Naturalmente i mobili significanti vocalici inventateli tu!
Sono impegnato per l' ormai consueto regalo epigrafico di Natale, ma sono un po' triste, perché qualcuno, nonostante la mia nota generosità, lo rifiuterà e consiglierà ad altri, per dispetto, di rifiutarlo. Lo sai però una cosa? Ho messo i 'significanti' 'con i 'significati'. E' la prima volta, come sai. Mai messi! Una vera novità in campo epigrafico! Nessuno ci aveva mai pensato. Ma io apprendo sempre dai 'maestri'!
Cara Aba, ricordi la stele etrusca di Giorre Utu Urridu? E lo sai che di fronte a due segni posti al contrario nella prima e nell'ultima linea si sono dette cose da far ridere per un mese? Tu di fronte ad un problemino epigrafico di prima elementare che ti dice come devono essere lette quelle linee d'etrusco come risponderesti? E invece sai cosa ha detto e scritto una tale che si picca di essere TIN con l'etrusco? Anzi di saperlo meglio di lui. Scoprilo da sola e poi non dirlo, perchè è bene che alcune cose restino solo tra noi due. Tanto se le raccontiamo non ci crederanno! Solitamente i più buoni dicono; ma vai!
Cara Aba, dovresti spiegare cos'è un Seminario di Studi 'interdisciplinare' perchè non tutti lo sanno. Inoltre dovresti anche insegnare la creanza a chi offende a 'ruota libera' coloro che (studenti, docenti universitari e presidi Facoltà) ci hanno invitato, ci invitano (e ci inviteranno per il 2013) come relatori ai loro Convegni. Evidentemente qualcosina da noi 'villani apprendono!
Come sai io ho detto più volte, rispondendo a dei cialtroni, che il mio libro su Glozel e quello sulla scrittura nuragica mi è stato presentato da uno dei più noti epigrafisti francesi (ad Oristano). E con questo? Lui a Sassari non c'era all'ultimo convegno e non c'era neppure Maria Giulia Amadasi. Ma io sono rimasto lo stesso. Anzi ho migliorato un pochino, lanciando una certa bombetta: loro assenti ho detto a Sassari che la scrittura nuragica è un dato acquisito perchè oggi c'è, chiaro chiaro, tutto il sistema. Peccato che non ci fossero: nè che ci fossero Garbini, Attardo e i più grandi epigrafisti della terra! Ma io sono e sono rimasto sempre lo stesso. E anche tu, credo. O non è così? O sei forse priva di una medaglia? E la sai una cosa? Che al precedente convegno di Sassari era proprio presente il noto costruttore di paracarri. Dormiva forse? O proprio non ricorda? Il relatore che ha parlato prima di me era proprio un epigrafista assiriologo. Ma forse aveva sbagliato indirizzo!
Ma vah...:)!
Qualcuno non accetterà il regalo?e chi perbaccolina?
Io però sono contenta uguale, perchè domani il presidente del consiglio provinciale di Oristano, Mauro Solinas, presenterà il libro La Luce del Toro, nella sala consigliare. Poi ci sarà la conferenza e spero che i ragazzi del G.R.S. mostrino ancora una volta quel Toro scritto da un pennello di luce. Dentro l' edificio che è la luce del toro, il Nul.Ak, dove la luce si manifesta. Credo che basterebbe questa strordinaria concordanza tra documenti e fenomeni tangibili, per capire (anche cos'è un nuraghe), se solo ci si abbassasse la visiera del casco integrale.
Per capire e per partecipare ad un convegno interdisciplinare, bisogna farsi un sedere come una verza; lavorare, studiare, capire, intuire, ascoltare, vedere, toccare, respirarne l' atmosfera, spiegare e farsi spiegare, discutere, cogliere analogie e punti di contatto.
Ma quando il preside dei una facoltà di lettere mi dice "io parlo solo con chi usa il mio stesso linguaggio, con i miei pari", cosa ti aspetti? che certi paletti infitti e con casco integrale capiscano la bellezza dell' approccio analogico, comparativo e multidisciplinare?
Hai visto che risposta mi ha dato il grande esperto di toponomastica, l'enciclopedico studioso di quel 'guazzabuglio' che è la lingua fossile del territorio sardo, sulla voce 'Sessar' di Aidu Entos? La voce è semitica nuragica oppure no? Nessuna. Significa 'rosso', 'orrubiu' oppure no? Risposta? Nessuna. Silenzio totale! E' meglio che resti tutto un 'guazzabuglio'! E interessarsi, a tempo perso, di altri presunti guazzabugli! E certo, nei guazzabugli, nell'immensamente ingarbugliato, se vogliamo possiamo tutti, più o meno impunemente, sguazzare; magari con spasso e con compiacimento!
Cara Aba, in 'verifica la parola' mi è uscito stranamente un 'culater'. Non so perchè l'ho interpretato subito 'culo a terra'. Ma non so proprio di chi esso sia!Tu lo sai?
Ma almeno divertiamoci un po'!
Sì ogni tanto ne vengono fuori di spassose di quelle parole!
Beh, ora basta con il divertimento. Mi spoglio delle mie vesti miseramente umane e entro con ben diverso mantello nel sublime sardo - biblico. Pensa che c'è Aaronne che mi aspetta, con altro mantello e con i suoi segni-suoni guazzabuglio. E ti confesso: se faccio tardi me le ...suona. Proprio così: 'suona'.
Indovina, anima buona:
Perchè Aaronne me le ....suona?
Indovina, indovinello:
chi c'è dentro il 'mantello?
Tempo di soluzione dell'indovinello; sino al 18 Dicembre e poi vignetta del Tabacco per il 20 (con gli auguri straordinari di Aaronne, o chi per lui, in sardo!)
Stai parlando del "musico" per caso?
Potrebbe gentilmente Sanna indicare la fonte che indica la radice consonantica semitica SLH interpretabile possibilmente come 'solco'? Fa specie che se tale interpretazione ha un qualche consistente peso, né il Moller, né il Levin l'abbiano presa a confronto con quella verbale indoeuropea *selk- 'trascinare, tirare', da cui deriva *solkos 'il trainato, il condotto' e sulcus (Pokorny, 901), nei loro saggi sulle relazioni originarie dei due raggruppamenti linguistici
No, non sarò gentile con lei! Lei non mi ha 'gentilmente' risposto tempo addietro nonostante io sia stato cortesissimo. E ho dovuto un po' mordere il freno. E sa bene quando questo è successo. Interloquisca con il 'maestro' costruttore di paracarri, con chi gli vuol bene da morire da scrivere un post vergognoso, cattivo e calunnioso contro di lei che non so come possa aver superato le maglie della censura di questo Blog. Parli con i 'suoi' pari di toponomastica! Io mi accontento di dialogare con una mia amica. Anzi le do un consiglio: il suo illirico e il suo indoeuropeo lo difenda, se vuole, con una santa alleanza! E datevi il bacio della pace. Il fine giustifica i mezzi!
Pertanto se la cerchi lei la fonte. E'così bravo! Con tutte quelle fonti che cita! Non ci riesce? Peccato: ma non me ne frega nulla!E dato che c'è cerchi anche la fonte, molto più facile, di questo mio essere non indispettito ma incazzato. Lei una volta si è dipinto, si è fatto l'autoritratto (ricorda?). Perfetto: calzava a pennello. All'inizio non ci avevo creduto. Ora sì, azzeccato in pieno! Pertanto non è possibile dialogare con quel 'tale'. Cioè con lei.
Chiudo, proprio chiudo!
Cara Aba, lascio aperto democraticamente il concorso a tutti! Tu dici 'il musico'? Bene. Vediamo altri (se ci saranno).
Ah beh, io mi lascio sorprendere..
Cara Aba, non avevo capito la tua malizia. Sì, 'Nuraghe' deriva da 'Nurra + suffisso aggettivale'. E come no! Se si prendono a calci i fonemi semitici e si sotterrano decine di documenti la cosa è garantita! Lo sai che si deve sotterrare anche quello del Museo Sanna, che non si devono far vedere il nun ed il lamed agglutinati del dischetto? Però. Dato che qualcuno ha messo una certa pulce, pensi che lamed e nun siano 'disegni nuragici'? Io comincio a sospettarlo. D'altronde il segno seguente è una chiara farfallina. Anzi chiarissima: un chiaro 'disegno nuragico'. Il terzo poi non ne parliamo! Mi chiedo però cosa mai siano i pittogrammi acrofonici. Tu ne ha mai sentito parlare? Io mai! Cessu, cessu!
Se i nuragici disegnavano così erano peggio di me. Povera storia dell' arte.
Caro Professor Pittau: se è antico sapere popolare dei Sardi che "Su molente non pappat tzaffaranu", perché mai lei insiste? Per farsi dire da una fisica biologa che - tra i due - è il linguista quello che non capisce le lingue? Oppure per farsi dire da un mite ed indifeso professore di lettere in pensione che è lei il primo a svillaneggiare?
Suvvia, professore: non insista e non sia cattivo!
Non lo sa che sempre lavare la testa agli asini è tempo e ranno perso?
Per ora non si è ancora mai visto, ma anche dare da mangiare perle ai porci può essere pericoloso: c'è il rischio che uno si rompa un dente, oppure la perla gli vada per traverso. Potrebbe anche farle causa, lo sa?
Li lasci a dialogare da soli: non vede che duetti splendidi?
Si goda lo spettacolo...
E allora partecipo anch’ io … e mi gioco il “capotribù”...
Bene Pietro! E due!
Avviso che anche per chi perde ci sarà il premio: il post (da scaricare) del 'canto' ben augurante in sardo nuragico. Un disegno da consigliare soprattutto ai bambini palestinesi e israeliani! L'architetto Franco Tabacco (la madre era di origine sarda)per me è un genio. Con il suo 'sardismo' penetrante mi ricorda il compianto Putzolu.
Caro Zuà, qui ora non scherziamo davvero con i super-Franco! Io derelitto sto cercando (ho avuto un primo contatto) di attirare il Gigi 'nazionale' degli Istentales, perchè almeno un Gigi forte ci sarebbe.
Mi sa che con Pietro non ho chance, è troppo geniale. Però mi sa anche che Gigi ci spiazzerà tutti. Io per esempio ho creduto-per un attimo- che fosse lui il Gigi Sanna che canta alla conferenza di Alghero: hai visto mai, invece adesso scopro che non è così...maddai.
Sanna, Aba diversamente da Lei cita quasi sempre le fonti, quando ho letto di SLH da curioso ho detto: "vediamo se trovo qualcosa on line" (ovviamente), ma non l'ho trovato, indi son ricorso a chi ne aveva appena parlato. Immagino che da qualche parte ci sia un riferimento a SLH 'solco', non posso credere a un'invenzione mediatica, come magari ci saranno pure altre interpretazioni a tale radice. Come ho sempre detto, e credo di non doverlo ripetere ulteriormente, non credo che i nuragici abbiano mai scritto, o se ci sono scritture quelle non sono di nuragici.
No, non credo proprio che tu debba ripeterlo ulteriormente, pur essendo tu libero di farlo. Così come il professor Pittau è libero di credere che quelli sulla barchetta di Teti siano solo disegni o che quelli sul coccio di Poazzomaggiore siano segni di un non ben definito fenicio/punico o tardo latino. Sia tu che lui (e altri) non crederete alla scrittura nuragica mai e non farete mai marcia indietro, neppure se doveste ricredervi. Quindi perchè io dovrei fare ancora un minimo sforzo per portare fatti che ho già portato 1000 volte? io sono una che a Pasqua, sotto un' acqua torrenziale, mi son presa su da Oristano e sono andata a Teti per vedere la barchetta; il giorno dopo sono andata a Sardara per vedere i "pesi" da Furtei ed il sigillo in olivina e la bipenne di arbus; il giorno prima ero stata alla mostra epigrafica di Cagliari, dove con mio grande sgomento non c' era la stele frammentaria di Nora (nè lì nè in tutto il museo) ed i reperti nella bacheca "Incontri" erano trattati come stai facendo tu e come fa il professore: come rifiuti indifferenziati.
Ergo, concludo: tu mi sei simpatico, lo confesso. Ma pur essendomi tu simpatico io, da scienziata, devo prendere atto dei fatti e dei dati toccati con mano-dati che si confermano sempre di più: esisteva un codice nuragico, che mediò un sistema scrittorio di base proto-sinaitica ( quindi verosimilmente semitico) ma lo utilizzò a modo suo-anche con contributi dei "visual communication systems" già presenti nell' isola dal neolitico.
Tu ed il prof. non vedete le lettere lineari sul coccio di Nurdole 2? non le vedete sulla rotella di Sassari? sulla lamina aurea di Pirosu su benatzu? non vedete le antisimmetrie sulla stele di nora? che devo dire, vi servono apparentemente gli occhiali.
Cara Aba, io e il Pittau non siamo le avanguardie del reazionarismo epigrafico, già altre volte foste invitati tu e Sanna, che ricercate un'interpretazione a qualcosa che vedete in una certa luce, a sondare altre vie. Tu finora non hai scritto libri, lui sì: quindi lui difficilmente potrà tornare indietro, e va bene che stiate a rincorrervi sulla possibilità interpretative, quel che non va bene è che tale fervore mediatico, non trovi accoglimento tra le decine di epigrafisti ed archeologici (molti certo in malafede, ma altri no) che darebbero la stura a che altri, scettici ma curiosi, si predisponessero a tali ricerche, con diverso animo.C'è un dissidio forte questo ve lo devo dire, tra quella cosa che è la mentalità sarda, così come ci è attestata dalla toponomastica, dai condaghes e dal pensiero storico dei sardi, che oggettiva l'esistenza di un pensiero immediato, realistico, animistico forse, mentre dalle vostre letture, risulta un continuo dialogare (molto schematico, ripetitivo e inapprofondito) in ogni dove toponomastico sardo, con la divinità bisessuale del Vicino Oriente. Non ci sono maiali, alberi, fiumi, erbe, aquile, civette, monti, ecc. ecc.e tutto ciò appare davvero inesplicabile.
Cara Aba,
qualcuno non ha capito che noi scherziamo e ci divertiamo (qualche volta da matti) proprio perché facciamo sul serio. E anche quando parliamo di 'paracarri', replicando in fondo da 'miti' alla saccenteria iperbolica, c'è sempre il gioco gratificante dei significati e dei significanti. Soprattutto se sono altri a pontificare su queste voci banali della linguistica. Ci sono insomma i simboli e i rebus. I 'cucù'. E ci sono persino gli indovinelli come 'via d'uscita e di fuga' contro il troppo istintivo e il troppo animalesco. Senza 'divertirsi' un po' non c'è scienza né conoscenza. Il super-tecnologico Jobs (il ponderoso libro biografico di W. Isaacson è fantastico nel tracciarne il profilo) coniugava sempre nelle sue 'presentazioni' da stadio il rigore estremo con il divertimento. Eppure era giudicato un nevrastenico, un 'egotico' senza eguali e un musone di prim'ordine. Lo salvava dal baratro dell 'incomunicabilità un umanesimo profondo e l'essere ritornato in America a piedi scalzi e sporco dopo aver frequentato i guru della filosofia Zen.
Io una volta ho usato, parlando dell'agonia dei detrattori del 'nuragico', l'espressione banale del 'gatto che gioca con il topo'. Ho sbagliato: il 'gatto' mostra la sua istintiva, animalesca crudeltà. Non può, né potrà mai giocare con ironia e ammazzare per scherzo. Quindi non è il nostro caso: non è un paragone calzante, ma ancora una volta un volgare 'paracarro'. L'importante però è ammetterlo. Di qualsiasi natura sia il paracarro.
E in nome di questo divertimento (che ovviamente nasconde un fine malizioso) che cerco di attirare l'attenzione con l'indovinello con soluzione fra una settimana. Insisto ancora nel proporlo. Si vedrà che è un modo serissimo ma nello stesso tempo giocoso per insistere e replicare, con il massimo della correttezza, a coloro che forse non lo meriterebbero perché proprio bene non ci vogliono.
Alb, prova a rivoltare la crepe suzette: pensa allo sviluppo del cristianesimo in terre come la Siria del nord, la Sardegna e l' Irlanda. Forse quello ti darà un indizio.
Certo che non abbiamo ancora capito tutto, ci mancherebbe, ma io non posso ignorare i dati. Su questo non torno indietro, che io abbia scritto libri o meno. E certo, i dati sono interpretabili, su questo non ci piove
(pensa solo al frammento epigrafico di Nora interpretato con 4 secoli di intervallo da epigrafisti mondiali, che ancora non si sono messi d' accordo sull' orientazione, con 180° di differenza!). Ma dati restano, e da qui si parte, volenti o nolenti: vi sono reperti scritti che sono spiegabili solo con il codice isolano. Come, chi, quando e perchè li ha scritti questo sì che è interpretabile.
Se non viene recepito dall' epigrafia accademica mondiale, così è e occorre prenderne atto. Ma tu sai, molto bene, che per questo vi possono essere diversi motivi. E non sto ad elencarli.
Io lavoro su questo topic per pura passione, quella non me la toglieranno; non mi sento affatto in dovere di andare a bussare a nessuna porta di qualche epigrafista altolocato. Non sono neppure sarda, ne mai la diverrò, probabilmente: il patrimonio epigrafico che avete sull' isola è vostro ma anche di tutto il mondo, ed è unico nel suo genere. Una volta qualcuno mi ha scritto "mi spiacerebbe scoprire che lei è iscritta a qualche partito indipendentista sardo". Dimostrando di non aver capito nulla, ma proprio nulla delle mie motivazioni.
E certo Gigi che mi paice anche divertirmi!
Cara Aba, la mostra dei 41 pannelli di Macomer per me è stata una faticaccia ma in fondo mi sono anche divertito', sfidando' (bada che scherzo e molto!) mio figlio nella grafica. Quasi 500 tavole! Viste, dopo brevissimo tempo, da un migliaio di visitatori, con tanto di giudizi e di firme. Stando ai primi non mi pare che abbiano ragione i detrattori, gli 'approvati' linguisti dell'illirico sardo di cui tutto il mondo parla. E nonostante il mediatico fuoco di sbarramento, persino dei pornologi che osano sfidare la Polizia Postale.
E una domanda retorica: quanti sono stati i visitatori della mostra cagliaritana della Sovrintendenza? Quattro gatti, considerando l'enorme bacino della città e dintorni. Ma non importa. Domani ci sarà più successo. Ricordati di quello che ti dico: vedrai che un giorno saranno i 'sovrintendenti' a proporre i nostri documenti, magari tirandone fuori degli altri (quello del Museo Sanna lo vedo già in primo piano). Come faccio a saperlo? Mi dirai. C'è, fresco fresco, l'insegnamento delle statue di Monti Prama. Tempio e statue per un certo tempo erano di produzione fenicia. Ora...si fa a cazzotti per il nuragico, per vedere quei miseri resti di un colossale furto che ha riguardato principalmente la cosa più bella di quei capolavori: le teste e il viso dei nostri padri! Rivisti purtroppo mutilati,in quella condizione, mai ricomponibili completamente, a causa di condotte archeologiche scellerate. Ma persino su quella storia hanno fatto un vergognoso fuoco di sbarramento! Però accontentiamoci: oggi le quasi statue e domani la scrittura parlante che riguardava proprio gli 'shardan', le persone immortalate, per ora mute nella pietra, che vogliono la parola e desiderano ardentemente dire la loro.
Nel 2010 è uscito un libro dell' Oriental Institute of the University of Chicago. Si chiama "Visible language. Inventions of writing in the middle east and beyond". Nonostante siano gli stessi che hanno sempre sostenuto (e propagato) la tesi "scrittura da città", i nuovi dati-soprattutto del periodo predinastico egizio li inducono a nuove riflessioni. certo, su alcune cose appaiono ancora poco flessibili, ma almeno ne discutono; e comunque non possono fare a meno di riconoscere che "le motivazioni per la scrittura egizia dei primordi sembrano ruotare attorno al prestigio, a funzioni associate al cerimoniale della regalità, alla marchiatura simbolica. I bisogni amministrativi non sembrano aver giocato un ruolo primario, ed erano possibilmente associati con sistemi diversi, non orientati o correlati col linguaggio. La focalizzazione dei sistemi scrittori primevi dell' egitto era sui nomi, seguendo quindi un pattern totalmente differente dallo sviluppo del cuneiforme in Mesopotamia. [..] Nel passato la semiotica occidentale si è orientata a vedere la scrittura solo in termini della sua funzione di rappresentare il linguaggio, cioè come un codice secondario, come "linguaggio reso visibile". Il materiale egizio contribuisce ad una visione più differenziata della scrittura primitiva: la piena orientazione della scrittura sul linguaggio parlato, fu un processo che richiese, in Egitto, almeno un millennio" Andreas Stauder, The earliest Egyptian writing, in: "Visible language. Inventions of writing in the middle east and beyond", 2010, pg. 137-147.
Illustra anche il principio del rebus, con un esempio... elefantino!
Nello stesso libro, a pg. 70, al capitolo "the earliest mesopotamian writing" viene mostrato un oggetto che era allo stesso tempo simbolo della dea Inanna, ma anche base per scrivere il suo nome. Lo hai visto Gigi su facebook? che meraviglia, quanto è scritto?
Così è, professore, i nuovi dati richiedono che le teorie si modifichino. Non viceversa.
Quando a Serri, dopo un convegno di archeologia nuragica, siamo andati a pranzo in un certo ristorantino che lui sa, l’unico, non archeologo o studioso, che ha notato una certa pietra tutta scritta, infissa nel muro, appena sulla sinistra della porta ed al fianco del bancone del bar, ben visibile a circa un metro e quaranta da terra, sono stato io.
Subito ho chiamato i relatori del convegno per far notare quella inaspettata scritta, tra i quali c'era il Pittau, che mi chiese di fargli avere le foto che avevo appena scattato. Ci siamo poi seduti accanto ed il discorso è caduto sulla scrittura. Ne abbiamo parlato a lungo, gli ho spiegato per filo e per segno tutta la storia: dalla scoperta delle foto dei sigilli di Tzricotu e dell’anello di Pallosu da parte di Gianni Atzori, agli studi del Prof. Sanna con la pubblicazione di “Omines” e di “Sardoa Grammata”. Gli ho detto che in questo testo il Prof. Sanna lo citava più di una volta. Però da subito mi accorsi che non aveva letto niente circa la scrittura nuragica e mentre sembrava che mi ascoltasse in realtà non ascoltava un bel niente.
Quindi cara Aba, l'articolo che ha scritto sulla scrittura nuragica non mi meraviglia per niente. Ripete sempre le stesse cose, come un disco rotto: tanto lui un certo discorso non lo vuole capire e non lo capirà mai. Per lui contano solo i suoi studi, e senza nessuna apertura mentale come si possono accettare altri studi ed altre scoperte? Pur supportate da innumerevoli prove scientifiche come pazientemente le stai mostrando tu? Penso proprio che ti stia prendendo in giro. E poi, ha tirato incautamente in ballo il prof. Sanna che con lui, te lo posso garantire, si era riproposto di non parlare più. Il prof. Pittau non se ne rende conto ma offende sempre tutti quelli che non gli vanno a genio 'seghendi pruppa e ossu'. Sì, proprio non se ne rende conto. Forse c'è da compatirlo!
Egregio Cannas, visto che è entrato nella psiche del Prof. Pittau, mi permetta di accomodarmi anch'io. Io penso che l'elemento che regge l'operato del prof. Pittau è l'insicurezza, dato che è profondamente insicuro delle sue affermazioni,e della sua ricerca la rende spesso reboante e oltremodo gridata; l'insicurezza può avere due sfoghi, uno la modestia, l'altro il rodomontismo. Ecco il Prof. Pittau tende pericolosamente verso questo versante; in pratica è l'insicurezza di essere lui, come persona, apprezzato, che lo spinge a demolire le altrui ipotesi. Se, come dice di volere, avesse sottoposto (e qualcuno ha cercato, ad esempio il Wolf, ma è stato tacitato) a un vaglio critico le sue ipotesi, e non avesse reagito con le sue rodomontate, oggi potrebbe permettersi di esercitare sacrosantamente il diritto di critica, ma non avendo mai voluto modificare la struttura stessa della sua ricerca, spesso farraginosa, il risultato è che finisce per risultare nelle sue rodomontate,più dilettante, di quel che in realtà sia. Altra colpa, sua, ma indiretta, è la stampa favorevole che ha in Sardegna, alludo alla liaison intessuta con un noto giornalista, il quale non altri contatta quando si tratta di cose sulla sardità, ma solo e unicamente lui. E i Sardi che leggono giornali o vedono Tv, possono credere che la bussola della ricerca sulle cose di Sardegna,sia in quanto egli pronuncia. E così non è.
da Massimo Pittau
Gentile Dott.a Aba Losi,
Per me Lei costituisce un “caso” di carattere psichico-intellettivo: per il fatto che io ho sempre constatato in Lei momenti di grande acutezza intellettiva assieme però con momenti di calo di ragionevolezza. Riconosco che questa ambivalenza che constato in Lei potrebbe dipendere anche da una mia scarsa capacità di comprendere una persona e soprattutto una donna. Però su un fatto sono del tutto sicuro: Lei non possiede uno spiccato “senso dell’umorismo”. Infatti, pur sorvolando sullo strano pseudonimo di «Atropa belladonna» che ha scelto, Lei non si accorge della curiosa situazione in cui è messa da quando ha cominciato a interessarsi di epigrafia, di linguistica, di lingue orientale, ecc. ecc. e a tenere continuamente cattedra in questo blog, insegnando ai Sardi cose di cui Lei ha una infarinatura superficiale e caotica (confonde perfino i disegni coi grafemi, l’iconografia con l’epigrafia). Molti sappiamo che Lei è “ricercatrice universitaria specialista di Foto-Chimica e Foto-Biologia” (si scrivono molto meglio così!), settori scientifici che sono lontanissimi mille miglia dalle discipline in cui si è messa a pontificare. La linguistica storica o glottologia, assieme con la sua branca che è l’epigrafia, è una disciplina fortemente specializzata, tanto che non la si impara mai da autodidatti: o te la insegna qualche specialista oppure non la imparerai mai da solo. Siccome è una disciplina molto recente, nata appena nei primi decenni dell’Ottocento, sono in grado di assicurarLe che non si conosce un solo esempio di linguista che sia diventato tale da autodidatta. E meno che mai si può diventare linguista facendo largo ed esclusivo uso delle superficialità e degli innumerevoli e madornali errori che circolano nell’oceano infinito dell’internet. Ed invece Lei, specialista di una del tutto differente disciplina propriamente “scientifica”, si è messa in cattedra per insegnare linguistica ed epigrafia a tutti, perfino ai linguisti di professione...
Possibile che Le sfugga il fatto che l’approssimazione che Lei dimostra nell’affrontare problemi di epigrafia e di linguistica finiscono per gettare perfino dubbi sulla Sua preparazione specialistica di “biologa”? E poi, coi suoi puntuali, cronometrici e chilometrici interventi in questo blog, col suo continuo cantare in delizioso duetto, come trova il tempo per mandare avanti i Suoi studi di biologa? E non considera che con ciò pregiudica grandemente la Sua ulteriore carriera universitaria?
E infine, non faccia anche Lei la “colonizzatrice” rispetto a noi Sardi: mi sembra di ricordare di averGlielo detto un’altra volta: noi Sardi non abbiamo la sveglia al collo e l’anello al naso, tanto da pendere dalle labbra di una ricercatrice di Foto-Chimica e Foto-Biologia che si mette a discettare di «Lingua dei Nuragici» e della loro eventuale “scrittura”. Insomma, non ci consideri così ingenui e così ignoranti!
GOTCHA!
Ma allora come avrà fatto il Primo Epigrafista se nessuno lo ha insegnato?o lo ha imparato?
Aiò! Stiamo diventando nervosi?
A chi si mette nei panni dello psichiatra, non s'addice il nervosismo. Perché poi si tralasciano, per mera dimenticanza, le raccomandazioni più importanti: Dott.a Aba Losi, si è accorta che a causa dei suoi abituali e cronometrici(?) interventi su questo e chissà quanti altri blog, non solo rinuncia a percorrere la sua brillante carriera universitaria, ma meriterà pure una buona dose di purgatorio femminile, avendo Ella medesima lasciato che l'arrosto andasse in fumo, la pasta scuocesse, e il latte si versasse senza l'ombra di una lacrima?
Dunque, stia più attenta e, al massimo, si conceda un poco di buona tivù, magari in piedi e col mestolo in mano, anziché star dietro alle cose scritte in lingua straniera e a navigare nel mare magnum di internet.
Insomma, signora terramannesa, cosa crede che noi sardi siamo uomini o caporali?
E non ci venga a dirci, proprio a noi, che le capre leggono, le pecore disegnano e i cinghiali scrivono: lo sappiamo già!
No, il purgatorio femminile no! me lo immagino orrendo, dove ti costringono a guardare i realities e discutere con Alba Parietti e ripetere a memoria tutte le ricette della TV.
E adesso chi glielo dice agli editori di tutte le riviste internazionali dove pubblico, che sono un' oca? secondo me ci rimarranno male.
Anche tutti coloro che fanno corsi universitari col nome di fotochimica tutto attaccato, la IUPAC stessa che ha coniato il nome ufficiale photochemistry, ci rimarrà malissimo a sapere che sbagliano a scriverlo da decinaia e decinaia di anni.
Non so chi sia Illiricheddu. Posso solo osservare che, pur possedendo grandi ali, che presumono grandi voli, è sempre fermo. E affermare, considerata la mia famigliarità col prof. Pittau, che lo si può tacciare di difetti, ma non di soprusi e prepotenza. Difendere la propria disciplina è un valore etico. E stare nelle regole di discussione è civile. Comunque continui senza sosta a volare, tanto di lì non si schioda.
Ing. Laner, detto che io so chi sia Lei, Le osservo che il Pittau non difende la sua disciplina tout court, ma difende sé stesso dalle accuse, che gli sono state rivolte, di aver creato nel campo della ricostruzione delle antichità linguistiche di Sardegna, un mondo sostanzialmente immaginario. Insomma trovandosi attaccato non sulla sua disciplina, ma sui connotati di fantasia, ad essa data, egli con argomenti giusti, ma personalmente immotivati attacca altri, quasi avvertendo la profonda e insanabile superficialità della propria analisi. E guardi il Sanna non è accademico, il Pittau lo è: un accademico che ogniqualvolta qualcuno lo abbia criticato, ha visto ciò come un atto di malevolenza, e non come un libero esercizio delle menti libere e non prone al suo personale Ipse dixi, arrivando in qualche caso a richiedere di estirpare, da censore gesuita, il parere opposto al suo. Le pare questo un personaggio mentalmente progressista e amante della scienza?
Ancora ribadisco per quello che so. La produzione scientifica del Nostro è alta: ho avuto modo di leggere commenti e giudizi per ciò che riguarda ad esempio l'etruscologia, che credo rientri in quelle che lei chiama antiquità linguistiche, di assoluto riguardo. Sono d'accordo con lei che la differenza non è data dall'Ordinariato o meno, bensì dalla sostanza delle cose. Ma le posso assicurare che l'ordinariato non lo regala nessuno, almeno così posso dire per me e per Massimo.
Ciò che chiede il professore non è comunque di giudicare la sua correttezza, quanto di rispondere ad alcune domande. Perché non gli risponde lei, visto che taccia il prof. di ipse DIXI(T)?
Scorgendo le prime righe comincia a montare la furia, poi qualche passaggio ancora e si comincia a sorridere, dopo ancora a ridere di gusto, quando si arriva agli ultimi passaggi e si corre, ora anche un po’ annoiati, verso l’ultima riga del pezzo a firma del professore Pittau, si viene pervasi da una profonda amarezza che disarma: si vorrebbe segnalare il proprio sdegno ma questo è sepolto, ormai, dalla pietà.
e dalla sua (di Murru) invidia
Mi ripugna andare sul personale Franco e non lo faró, neppure questa volta-seppure il commento del prof. Pittau sia nei miei confronti semplicemente "bestiale": dal darmi della matta fino allo sciovinismo maschilista ed al dirmi che manco il mio lavoro so fare, che manco so scrivere il mestiere che faccio. Quel commento é indifendibile, da tutti i punti di vista; l´ultima frase poi é la peggiore, mi ha dato la nausea. Ti piace, lo apprezzi? ritieni che dovrei rispondere alle domande del professore dopo che lui mi ha trattato come un badile, anzi una badila? e non é certo la prima volta.
Ergo la chiudo qua, ribadendo che sono anni ormai che a queste stesse domande abbiamo risposto N volte, con N tendente all´infinito. Se né tu né lui sapete o volete vederlo, non é affar mio.
da Massimo Pittau
Caro Franco Laner,
come non conosci Illiricheddu, alias Alberto Areddu? ma se attualmente si parla di lui in tutta la Sardegna, anzi in tutto il mondo in mezzo agli emigrati sardi, come quello “studioso”, sardo-genovese, il quale, per sostenere la sua strabiliante connessione fra la lingua nuragica e quella degli Albanesi, antichi Illiri (della quale non si sa quasi nulla), ha spostato l’Albania dalla costa dell’Adriatico a quella del Mar Nero, ha visto in una iscrizione etrusca del III/II secolo avanti Cristo un antroponimo bizantino (con un errore di almeno 8 secoli) e soprattutto ha sostenuto la tesi che in origine Sardò/Sardinia significava «palude putrida»? Soprattutto per questa sua ultima tesi, sindaci e amministratori locali si stanno già dando da fare per dedicargli scuole, piazze e vie.
cara Aba, non mi pareva di averti chiamata in causa. Mi dispiace se così hai inteso. Ho parlato con il sig. Illiricheddu.
Sulla questione della scrittura nuragica non ho nulla da dire.
… però poi capita che la furia prenda a montare di nuovo, e allora chiedo a chi abbia il coraggio di dare una risposta libera da ipocrisie: come è possibile che un intervento come quello di Pittau passi senza una condanna sdegnata, senza parole che descrivano il vomito che deve aver provocato in tutti coloro che hanno il senso della giustizia e del rispetto? In questo blog alcuni hanno fatto un gran parlare di correttezza, di anonimato si o anonimato no, hanno pontificato in salse varie di formule e principi di comportamento, distribuendo giudizi su questo e su quello, arrivando a tacciare altri come vili, meschini e quant’altro. E ora? Basta firmarsi per poter smerdare in giro? Ho forse è necessario il titolo accademico per tirare sterco e offendere impunemente? Se ne sono viste in questo blog ma di così basse mai!
E lei Laner? Lei che così spesso si è fregiato dello stemma della correttezza, ora che fa, fa finta di niente? Mi dica, ma lasci da parte le chiose gratuite.
A Pittau dico che la Losi è uno scienziato, uno scienziato in una di quella discipline dello scibile umano nelle quali a pochi è concesso addentrarsi perché è necessaria intelligenza rara. La Losi è superiore a lei, Pittau, su tutta la linea e ottiene grandi risultati anche in epigrafia perché è una grande mente che applica il metodo scientifico ed è libera da tutte quelle cazzate pregiudiziali che hanno portato avanti quelli come lei, caro Pittau.
Mi dispiace, caro prof. gesuita e democristiano, ma se si dice che gallina vecchia fa buon brodo, nel Suo caso, la cosa non è punto vero. Ribadisca cose non vere (tanto è intervenuto per estirpare il mio reale pensiero sul blog Archeologia Nuragica, che finezza !), ribadisca che sard- 'nero' è ipotesi fanatscientifica (le sue proposte sono invece minutamente, proprio in queste ore, analizzate alla Sorbona e a Paperopoli), ma si metta il cuore in pace, Lei non salverà dal giudizio implacabile della critica i Suoi affezionatissimi sardo-lidi, di qui a qualche tempo (mortuo auctore), vedrà fatto liquame e poltiglia. Amara considerazione: che mondo strano, quello in cui gli ignoranti catechizzano, per il terrore di aver essi scritto un poderoso mucchio di cazzate vita natural durante!!!Uno che non ha mai letto un saggio su Illiri e Traci che straparla di cose di cui non sa un emerito tubo !! Ma chi è che ha messo questo personaggio a insegnare linguistica storica all'Università di Sassari? Si tinde cheres serare...
Grazie Pietro, mi ha fatto bene la tua solidarietà
@ Illiricheddu,
Prof Pittau mi ha chiesto di togliere il suo art su Sant'Efisio (dove c'era un tuo commento) io ho toloto il suo art ed ovviamente è sparito anche il commento.
Su altre censure nei tuoi confronti mi prendo la piena responsabilità, eri a mio giudizio fuoru tema , come ora del resto!!
Caro Alberto, sai che somo un estimatore delle tue ricerche (forse l'unico?), considerato che la genetica indica un popolamento di origine balcanica nel paleolitico.
saluti
PS: dati una calmata
Io penso che chi agisce dopo che un normale parere a un intervento è stato espresso, espungendolo, sia profondamente scorretto e corrivo con quel potere da cui, lamentandosi, ama tuttavia farsi corteggiare. Se uno ti chiede di espungere un suo intervento (che ha poi provveduto a trasportare furbescamente nella canonica del sito: http://www.angelinotedde.com/category/onomastica/. mica scemo il nonnetto) e tu lo fai, poco ti rendi conto di appartenere alla stessa schiera di supponenti gesuiti dai quali vorresti prendere le distanze. Criticami, ignorami, ma non puoi espungermi, solo per soddisfare le brame presenzialiste di qualche gesuita nonagenario (digiuno di molte, molte cose). Quindi le calmate e la conoscenza delle regole, ridalle tu a te stesso, resettandoti.
@ Areddu,
sei fuori di tema!
Aba, solo ora che leggo i post hai anche la mia. Hai fatto bene a far finta di ignorare tutto quel fango e tutto quel veleno, davvero incredibile in un uomo che, data l'età avanzatissima, dovrebbe mostrare molta prudenza e saggezza. Ma l'uomo è fatto così. Comunque, sempre intollerabile e oggi più che mai imperdonabile. Per la stupida saccenteria e, soprattutto, per la cattiveria per la quale pretende di non pagare dazio alcuno. Lo sai che in tanto tempo non ho mai sentito Pietro Murru usare certe parole e andare, come si dice, oltre le righe! Se lo ha fatto anche lui un motivo ci deve essere e non è solo quello del mostrare solidarietà. Si sa che non c'è incazzatura maggiore di quella delle persone solitamente miti. Una parola dura usata da loro in pubblico, perchè non consueta, vale come mille usate da altri.
Comunque, al solito una cosa noto: l'eroica e introvabile solidarietà di Franco Laner che sa di rischiare tantissimo in credibilità scendendo in campo pur di salvare quello che lui ritiene (e sarà di certo) un suo amico. Naturalmente questo io lo 'afferro' e l'apprezzo, ma devo dire che in questo specifico caso non lo 'capisco'. Affatto, caro Franco. La follia verbale mossa dall'ira (e senza motivi validi) nel tentare di demolire l'avversario, va lasciata da sola.
E ciò, bada bene, vale per tutti.
Dimenticavo. Sta arrivando il regalo epigrafico di Natale. E' il mio solito concreto modo di rispondere alle persone impossibili che per un motivo o per l'altro ( e spesso non si capisce quale) cercano di ostacolare quello che, nella scienza e nella conoscenza, in nessun modo può essere ormai ostacolato. Neanche con il silenzio più prolungato. Non si capisce che alla lunga il silenzio cretino su cose che strillano e gridano logora e uccide non chi lo subisce ma chi lo fa.
Per capirlo bisogna attendere questi tre giorni, direttore permettendo.
Ma non potevi farcelo per Santa Lucia?!
3 giorni sono tantissimi.
@Mauro
fuori tema Illiricheddu? sì certo che lo è, come il 90 % dei commenti a questo articolo!e come questo stesso articolo.
C'è un modo di dire in logudorese: "bessire in temporalidade" che vuol dire 'scantonare da un tema, alzando "le voci"', beh credo che tutti siamo usciti fuori dal tema, o dal post. Si parlava altrove di solchi e fuori da questi, palesemente, siamo bellamente andati.
Per rientrarci: vorrei chiedere da scettico ad Aba, visto che i segni mem, nun, taw, mi paion essere più ricorrenti nelle vs. disamine: se io andassi in qualche museo di isole polinesiane (o anche alla Pilotta di Parma), e cercassi attentamente qualche segno nelle pietre locali, esiste la possibilità che trovi lì qualche traccia di simili incisioni? Tradotto: la possibilità che la natura, e non l'uomo, possa produrre più frequentemente determinati (e facili) segni, è stata da te e Sanna presa in considerazione?
Per tornare in tema, è meglio che uno cerchi asparagi quando va in campagna, o le scie delle lumache.
Chi ha visto la mostra di Macomer con gli oggetti scritti, può aver pensato almeno per un attimo a scherzi di natura e non a volontari interventi della mano degli uomini?
Oggetti in ossidiana, bronzo, terracotta, basalto, incisi o in rilievo. Ma le ha viste le tavole di Nurdole qualcuno?
Eh Albè! A parte le sacrosante parole di Francu (ma ci sei andato alla mostra?), hai un’idea di quante segnalazioni riceve Gigi? E di quante ne ricevo io via FB? Sono convinta che sia io che lui scartiamo fin troppi potenziali documenti, per eccessiva prudenza (io anche per scarsa capacità, son pur sempre una principiante rispetto a lui che ci lavora da 16 o 17 anni). Per quanto mi riguarda preferisco così, usare criteri di massima rigorosità- pur sapendo che così si perde qualcosa, forse anche molto. Ora abbiamo anche una griglia molto stringente cui sottoporre i documenti.
Coi miei segni neolitici quando li ho sottoposti ad un criterio molto stringente per vedere la concordanza coi nuragici, mi è rimasto poco nell’ intersezione (l’ ho presentato a Sassari ed a Macomer): forse sono stata troppo severa, ma quel che è rimasto è molto significativo (in particolare i segni Y- e le H-simili. le teste di toro, la bipenne, l’ albero della vita, il cerchio).
@Gigi
Siccome per Santa Lucia non hai voluto farci il regalo, me lo son fatta da sola: mi son regalata Omines, l’ ho scovato su un internet bookstore. Quanta roba avevate già capito nel 1996?!quel libro è una sorta di reliquia, ma ora con tutti i documenti nuragici possiamo guardare indietro ancora meglio, intendo dire verso il neolitico. Ed attendo ancora di vedere per intero il repertorio di segni dei menhir di Samugheo per intero: sono certa che ci riserverà delle sorprese straordinarie. Alcune sono già emerse, ma non abbiamo ancora visto quasi nulla degli ultimi ritrovamenti.
p.s.: a pg. 18 di Omines, tra i graffiti del nuraghe Livandru, ci sono segni in comune con quelli dell’ età del bronzo eoliana che riporta Bernabò Brea.
p.p.s.: quando decifrerai le incisioni di Creminalana?
Per Gigi
l'ultima richiesta del sig. Illiricheddu, da scettico dice lui, ma lo ritengo un eufemismo autoattribuitosi, giustifica la mia presa di posizione nel confronto Areddu-Pittau.
Quest'ultimo comunque non ha bisogno di me per difendersi e nemmeno della mia Amicizia. L'amicizia, e lo sai bene, caro Gigi, è uno fra i sentimenti più puri, che non possono essere contaminati. Un altro è il Rispetto. Le nostre dispute non appartengono a questi Valori. Appartengono al blog, dove, al di là dei toni, è giusto il confronto duro, di difesa delle proprie convinzioni, risultati, tesi, sudore. Ma tutto ciò appartiene pur sempre alle nostre debolezze umane, che non mi pare giusto confondere con i valori di cui sopra. E a proposito di durezza, trovo spesso più misere le smancerie, i duetti, i ruffiani sostegni, le svenevoli moine. A queste preferisco di gran lunga qualche anche pesante giudizio o toni alti. Forse mi sono infilato in un pensiero difficile e mal esposto. Ma so che mi hai capito!
Aspettiamo i doni natalizi, a patto che non parlino di luce del toro (scherzo!)Anche se timeo danaos et dona ferentes!
La risposta, che leggo solo ora, di Aba a Illiricheddu, conferma la senzazione di latte alle ginocchia che mi viene, ma che ho difficoltà ad esprimere razionalmente.
Sarà perché il clima natalizio mi mette di cattivo umore!
Anzi, vi faccio a tutti i più cari auguri. Credetemi almeno su questi: sono sinceri!
Franco
Sì, Omines, scritto a più 'mani' ( ci sono anche le interpretazioni di Sardella!)aveva già detto non poche verità. Già nel 1995/1996 si è individuata la scrittura in mix, si sono messi in luce i principali alfabeti, si è capito il rapporto tra il Nuraghe e le tavolette di Tzricotu di Cabras e si è capita anche l'arte criptica scrittoria a rebus, pittografica e non. E si è compreso persino l'aspetto della numerologia.
Non poco, penso, in così breve tempo e con appena quattro documenti, per quanto ricchissimi di contenuto (... linguellistico e puntalistico longobardo). E' stato l'inizio della fine per certe teorie consolidate sulla civiltà dei sardi nell'età del bronzo. Naturalmente, come in tutti gli inizi e nelle scoperte della scrittura, si sono fatti non pochi errori. Ma sono bastati pochi altri documenti per mettere meglio la prua in una rotta già tracciata. Grazie anche all'intelligenza unica e alla immensa preparazione archeologica di Gianni Atzori.
Bene, Franco, aspetto il tuo 'franco' giudizio.
Il rilanciare un po’ incartato e circospetto di qualcuno … a momenti saltavo di nuovo la staccionata. Ma in fondo chi ne ha voglia?! Ciò che è detto è detto, senza orpelli perché le verità non hanno bisogno di essere speziate e senza motivi di sostrato. Un rischio c’è però, ed è che questo blog, per ragioni varie, sopravviva come un club un po’ classista e sarebbe un grande peccato. Dispiace!
Si scavalcano i confini che ci si è dati perché ci si convince che le ragioni di quei confini siano eccezionalmente accantonabili. Mi vengono in mente le tre leggi della robotica di Asimov: per la terza legge un robot muore affinché le prime due siano comunque rispettate. Se fossi un robot sarei morto.
Franco, se pensi che io stia facendo delle moine ad Alberto (intendi quello?) ti sbagli di grosso! ho perso da tempo sia la speranza sia il desiderio di convincerlo sulla scrittura, o meglio su un certo tipo di scrittura. E lo stadio delle moine non lo abbiamo mai avuto, anzi ce ne siam detti di tutti i colori. Mi ha fatto una domanda e io ho risposto, tutto lí.
Quanto al commento del professore, sia chiaro: ha tutto il diritto a dire che io non ho titoli per pontificare di epigrafia (sono una semplice appassionata e non vado certo a fare lezione in cattedra; quando mai pontifico poi? sono solo un.. segugio, mai e poi mai ho messo becco nella linguistica). Peró me lo deve dimostrare che dico scempiaggini, non dire che le dico automaticamente perché non ho la stellina al merito.
Non é lecito invece che provi a psicanalizzarmi o ad insinuare che non faccio il mio lavoro con sufficiente impegno o a dirmi come dovrei vivere o agire nel mio tempo libero. Insomma non é lecito che esca dal contenuto ed entri nel personale o nel professionale. Se vuole conoscermi meglio, puó telefonarmi o scrivermi. Se vuole sapere ció che faccio e come lo faccio, visiti la mia homepage: ci sono tutti i parametri e le valutazioni, in bella vista. La carriera oggigiorno in universitá? seee...buonasera, ma dove vive il professore?
Io qui discuto solo di contenuti, grazie. (Un pó mi diverto anche, logico.)
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