di Gigi Sanna
Caro
Gianfranco,
la
strategia, calcolatissima, posta in essere non è servita a nulla. Una strategia
inaudita che non ha riscontri in altri momenti della storia degli studi
isolani. Neppure in quella feroce e malevola attuata recentemente nei confronti del giornalista Sergio Frau.
Non è servito il fittissimo e lungo fuoco di sbarramento a scopo di confusione
e di disorientamento: 'Questo documento è fuori contesto'; quest'altro è un falso; questo è interessante ma si vedrà
in seguito; questo ancora un documento scritto ma fenicio e non nuragico;
questo un prodotto nuragico di 'imitazione' con lettere fraintese; questo
invece bizantino o fenicio punico; questo neopunico o tardo romano'.
Non
è servito il piano di insinuazioni, del discredito e della diffamazione,
condotto ipocritamente 'generaliter', senza palle se non le palle del 'da
dietro il muretto', con l'accusa del
'peccato' ma mai dei 'peccatori'. Non è servito il tentativo di
isolamento del sottoscritto e dei suoi collaboratori, condotto sino ai mezzi
estremi della vigliaccheria più
vigliacca con lettere anonime di diffamazione nelle università, allo scopo di
intimidire e di rendere vani o inconsistenti gli aiuti 'scientifici' esterni.
Non è servita la prassi delle telefonate internazionali per imbeccate a questo
o a quel collega francese o tedesco disposto a fare quadrato corporativo,
comunque. Con il disprezzo totale di ogni regola deontologica.
Non
è servito il ricorso alla 'politica', con l'accusa martellante del sardismo
culturale razzista di ispirazione nazista; accusa infarcita di espressioni e
stilemi partiti da fuori, da Istituti Italiani di Storia e Protostoria, pappagallescamente ripetuti da frilli in ogni
cantone dell'Isola. Non è servita la compiacenza di 'colleghi' di combricole e di corporazioni
universitarie inclini spesso al ricatto delle carriere pur di tenere a freno
giovani ricercatori amanti del nuovo e del vero. Non è servito il lancio permanente di sterco di coprofili e di vecchi pornologi, oggi
attivamente ricercati (e forse già nel mirino) dalla Polizia postale in Italia
e in Sardegna, imprudenti riesumatori di nostalgiche commedie goliardiche alla
Ifigonia. Non sono serviti i reiterati sforzi per ottenere proscinesi,
mansuetudine e timore attraverso carabinieri, indagini, perquisizioni
purchessia (richieste più volte e mai ottenute) e aule giudiziarie.
Non
è servito il mettere bavaglio a giornali, a bollettini e a riviste, né rendere
muti, su certi temi 'gridati' e sotto gli occhi di tutti, gli incontri e i
convegni sardi, italiani e internazionali. Non è servita la più pura menzogna,
con relazioni, indecorose per altissimi ambiti istituzionali, circa documenti
inesistenti o sconosciuti a certi uffici. Non è servito l'accanimento feroce di
quattro lunghissimi anni contro un giornalista di prim'ordine, titolare e
conduttore di uno dei Blog più seguiti ed amati della Sardegna e seguito in
tutto il mondo. Non sono servite note e noterelle bugiarde di libri di
'bugiardi' incalliti, vergogna incredibile
della ricerca scientifica sana e aperta.
Non
sono servite mostre fasulle quanto pretenziose, esito puro di squallida ripicca
del potere reazionario, ospitate in Musei guidati e controllati da pochi
'feniciomani', da disinvolti costruttori di ideologia archeologica con il
vessillo della 'mortificazione' ad ogni costo, da persone che, dati alla
mano, ignorano anche le conoscenze le
più elementari dell'epigrafia.
No,
Gianfranco, come sai non è servito a nulla, proprio a nulla, decisamente a
nulla. Mai fatica e sforzi nella storia della ricerca scientifica furono più
sprecati come in questo caso! E il
motivo è molto semplice: quello che ancora una volta (e saranno tante,
tantissime ancora) ci spingerà domani o dopodomani, la prossima settimana, i
prossimi mesi e i prossimi anni (almeno spero!), ad intervenire in questo Blog.
Il fatto cioè che balzano continuamente fuori i documenti della scrittura sarda
nuragica dell'età del Bronzo finale e del I Ferro (ma, come sembra, anche di
quella successiva) Il tuo Blog
specializzato, con determinazione
'messo contro', come tu hai scritto una volta, un 'giornale' di assoluta
libertà, con centinaia di articoli sull'argomento e migliaia di post a commento,
la Mostra Didattica Permanente della scrittura nuragica di Macomer, i
tre Corsi di Epigrafia Nuragica di Oristano, la ormai nota 'griglia' di Sassari, l'aiuto
in termini rigorosamente scientifici di una ricercatrice parmense di caratura
mondiale, hanno fatto in poco tempo quasi un
miracolo nella ricerca: oggi, dati statistici alla mano, si viaggia con
una media di 4/5 documenti di scrittura nuragica al mese. Praticamente uno alla
settimana. Io non so se in Siria - Palestina, luogo d'origine di una certa
tipologia di scrittura, che influenzò certamente quella sarda, ci sia lo stesso
ritmo quanto a rinvenimenti. Credo proprio di no.
E'
ormai un passaparola continuo sull'esistenza di una certa documentazione, la
quale non aumenta più, anche 'popolarmente', su basi di incertezza (scrittura
nuragica sì o scrittura nuragica no) ma su basi di conoscenze di forme e di
contenuti ormai acquisiti. Infatti, fino a qualche anno fa erano il
sottoscritto con Aba Losi e qualche altro a fare da apripista, in grado cioè
di 'leggere', di dire e di argomentare.
Oggi sono in molti e sempre di più coloro che anticipano la 'lettura' e che
sanno affrontare epigraficamente (e talvolta con sagacia critica) testi molto
complessi dell'antichissima scrittura a rebus dei Sardi.
Oggi
si ricevono sempre più raramente segnalazioni dove a 'scrivere' è stato
l'aratro antico o quello recente e non l'homo scribens callidus, lo
scriba di migliaia di anni fa. Lo
scriba della grande Chedossene dei segni sacri dei Tori Giganti Signori Giudici
e dei loro luminosi Padre e Madre
celesti.
9 commenti:
Signor Sanna,ho poche convinzioni ma quelle poche sono ben radicate:Chi agisce bene , in buona fede e competenza,prima o poi avrà risultati positivi.Non si curi di loro e vada avanti.
Io la vedo così: a volte il tempo perduto per certi aspetti, è tempo guadagnato sotto altri.
Diciamo che una cosa è servita; internet diffonde le idee "indipendenti" alla velocità, in senso reale, della luce!
Il problema è che ora l' indignazione di tanti dovrebbe concretizzarsi, agire, chiedere che l' Accademia finalmente si interessi alla cosa , lo sterile "interessante ma ci penseremo poi" non può più bastare. Tu ed io e i pochi altri, non abbiamo le risorse nè il tempo materiale per continuare a questo ritmo. Io poi non ho neppure la formazione classica per affrontare un tale discorso al livello accademico che ora richiede; e non posso dedicarvi se non i week-end e le serate in cui non sono troppo stanca.Sono e rimango un segugio.. Urge che gli organi preposti facciano il loro mestiere; urge un pò più di pressione (anche degli amministratori locali, santocielo!) su di essi perchè lo facciano ed escano dalla zona "vagante e vaga", per qualificare e quantificare, finalmente, un certo tipo di epigrafia. Vadano a stanare la barchetta di Teti, a studiare la scritta di Paulilatino, a vedersi la rotella di Palmavera. Che partano dalla mostra di Macomer, piuttosto che da quella di cagliari e dalla guida ad essa, roboante libretto il cui valore aggiunto è quasi nullo. Anzi è peggio perchè contiene errori madornali e tenta di salvarsi solo facendo la Voce del Potente. Di cui francamente abbiamo ormai le tasche piene, in politica come in cultura.
Su tempus no est perdiu pro kie lu cheret acatare.
Hai detto bene Aba. Il 'ritmo'. Ieri eravamo con i corsisti a visitare il santuario nuragico fallico di Gremanu di Fonni. Fallico? Fosse solo e semplicemente 'fallico'! Basta risalire un po' più su nel declivio e guardare senza il prosciutto negli occhi per notare che se è vero che c'è un santuario 'fallico' è vero ancora di più che c'è il santuario dell'androgino, del Dio dei sardi venerato per secoli e secoli. Lì ci sono i pittogrammi monumentali, enormi, potenti, del sesso maschile e femminile. Altro che storie di 'temenos' neutri senza specificazione alcuna del perché del recinto sacro! Il santuario quindi è molto di pià, una cosa immensa, con la vulva e il fallo da associare nel culto. Ora, io sfido chiunque a recarsi nel luogo, ad osservare i due monumenti e a negare quei due pittogrammi alludenti al sesso! Aveva ragione Mauro Zedda a consigliarmi, un po' di tempo fa, una nuova visita nel sito per notare lo schema MF (Maschio -Femmina). E l'archeologia che fa? Non vede? Proprio non vede? Non ci credo. Neanche se mi squartano! Nessuno dei cinquanta corsisti ci ha creduto. Nessuno ha avuto dubbi. Gli occhi sono occhi. Lì erano cento!
Ma dicevo del 'ritmo'. Hai ragione: se le cose non cambiano qui restiamo in balia dei bigotti e degli ignoranti! Non è quindi segno di impotenza gridare aiuto, il doveroso aiuto. Noi faremo ancora il nostro dovere, fino in fondo sino al massimo delle nostre possibilità. Ma da soli è una fatica immane. Te lo immagini se ora mi dovessi impegnare, come sarebbe necessario, nella ricerca della sola scrittura monumentale! Sì, come tu dici, anche gli amministratori locali facciano la loro parte. Ne va, se non altro, dell'occupazione. Il sindaco di Fonni lo sa che quel luogo non ha quattro massi ammucchiati e nascosti dalle sterpaglie ma uno dei monumenti più straordinari della 'religio' mondiale di tutti i tempi? Dove stanno, me lo si dica, in tutto il mondo le testimonianze commoventi dell'esaltazione naturalistica del padre e della madre realizzate con un fallo di // (settantasette) metri e di una vulva di più di venti? Dove sta espressa con maggior vigore l'esortazione sublime di Papa Luciani? ''Quando pregate non dite solo Padre Nostro che sei nei Cieli, ma dite Padre e Madre nostra che sei nei cieli”.
Certo, anche io continuerò a fare la mia parte, poco ma sicuro.
Aba, Gigi, sono i cieli che ci mancano.Al posto del cielo abbiamo l'universo di cui pretendiamo sapere tutto: quando è nato, come è nato e come cresce. Non abbiamo il più lontano ricordo di cosa significhi "sacro". Forse ci siamo riusciti a fare "l'uomo nuovo" ma, forse, non è più un uomo.
Forse non è così o Elio. L'uomo c'è, si è smarrito e ha paura; ma l'amore senza condizioni lo fa emergere, confusamente, anche con il canto dei grilli. Aba non dormirà questa notte!
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