sabato 22 settembre 2012

Unu millione

Eris note amus brincadu su millione de bisitas. No isco pro ite, ma so cuntentu

116 commenti:

Giuseppe ha detto...

AUGURONI ZUANNE.
Quanto al motivo sai bene il perchè.
Giuseppe Mura

mikkelj tzoroddu ha detto...

Ca ses fakende una cosa dekkida meda. Su tuo este comente unu caminu ki si picat pro lompere a unu caleccue, ki diaet meda cuntentesa a su coro e a sa mente.
Est comente fit una orta andare a cresia, ma (no tantu pro andare e faker bidere ki bi fisandaiasa) pro intendere aintro carki cosa 'e prusu, carki cosa ki serbit pro essere unu pacu mezus, pro d'accattare cuntentu (in kresia fit kin Deus) de collire unu pakizzeddu de connoskenzia in prusu. A bellu a bellu.
Pro custu ses cuntentu. Ma, semus cuntentos nois puru!

elio ha detto...

Chie faet sessant’annos
Chie faet unu milione
Crèschios sunt bon’e mannos
Dhis cantaus una cantzone
Niunu ‘e is duos tengiat dannos
Ni orruat in tentatzione.
Ateros chentu a su “Olandesu”
Unu miliardu a su “Otieresu”.

Adriano ha detto...

Auguri! :)

mikkelj tzoroddu ha detto...

Elio, mi naras kie est s'Olandesu pro piakere, o è solo una licenza poetica.

Roberto Bolognesi ha detto...

Tue non ddu naras, ma già ddu naro deo: ses cuntentu ca as cambiadu sa curtura de sa Sardinnia!

elio ha detto...

mikkelj, issu gei dh'ìscchide.

Corrado Spiga ha detto...

Complimenti!
Vi seguo da forse più di due anni. Non posso più fare a meno di Voi !!!
saludi e trigu.

Grazia Pintore ha detto...

Ite naro a ZFP? Medas augurios pro su suo blog,este beru cussu chi narata su ziu Bolognesi:custu blog ata cambiadu sa curtura de sa Sardinnia.Ite bellu appu scrittu(?) in limba!Leghende,leghende bois chi"scrivete" in limba soe imparande puru deo.

Grazia Pintore ha detto...

"issu gei dh'ìscchide".Signor Elio mi può tradurre? Pro sa limba soe ancora al nido,sarei contenta di attivare in quinta elementare.Gratzie meda.

Grazia Pintore ha detto...

p.s arrivare non attivare.L'emozione fa brutti scherzi.

Domitilla Mannu ha detto...

Cumprimentos e sas menzus uras de coro. A bi la sighire gasi, a medas annos cun salude. Gràtzias

michele podda ha detto...

AUGURI!
Ego, a crèsia pacu, ma sa prima imbucada a internet la fato semper inoche.

elio ha detto...

"Io lo so, tu lo sai egli lo sa"; "deo dh'isco, tue dh'ischis, issu dh'ischit". Questo è il mio ricordo di quando stavo al centro della Sardegna. Gli abitanti del paese dicevano: "Su centru de sa Sardegna est in su ponte de Titirì" (S.S. 128, bivio Ortueri, pochi chilometri a sud di Sorgono).

alberto areddu ha detto...

Non per andare controcorrente, ma un blog è funzionale, quando non ci si parla troppo addosso, e quando c'è un ricambio discreto di competenze e voci. Quindi bene che ci sia stato un alto numero di contatti, ma quelli a scrivere sono (siamo) sempre i soliti, e per alcuni di questi è ignota l'identità.

elio ha detto...

Funzionale a cosa, Alberto? Non sai che qui si può "cinguettare"?

Quanto al "ricambio discreto di competenze e voci", mi fa una certa impressione.

mikkelj tzoroddu ha detto...

Con il permesso di tutti coloro che partecipano ai festeggiamenti (io fui fra i primi, anche se il mio intervento in orotteddesu è uscito dalla tastiera piuttosto malconcio) ed anche per ossequio al nostro Esimio Ospite, voglio dire due parole a seguito di Areddu.
Alberto Areddu, tu dici:
«quelli a scrivere sono (siamo) sempre i soliti, e per alcuni di questi è ignota l'identità».
Purtroppo, è questa la cosa più triste in assoluto, proprio nei siti che trattano cose di una certa serietà! Talvolta in questo genere di luoghi (ne ho personale esperienza) si pongono dei temi estremamente interessanti, tanto interessanti che nel lasso di un certo tempo si contano migliaia di persone che leggono il singolo contenuto! Ma, assolutamente mai, v’è alcuno che inserisca un misero commento! È come se in quelle menti non vi siano reazioni, non nascano stimoli, non vengano percepite in minima misura le argomentazioni sottoposte. E, si pensi che il sito cui mi riferisco tratta, fra gli altri, argomenti politici ed economici, proprio quelli che in questo momento sono nella bocca, quotidianamente, di chicchessia. È una sorta di pudicizia nel manifestare una propria idea, che si desidera tenere intatta fino alla prima notte di nozze? È una sorta di paura che l’avversario (tutti abbiamo un avversario, talvolta entro noi stessi) venga ad avere un’arma contro di noi? Ma, alla fine può anche concludersi che trattasi semplicemente di educazione mentale che cura e gestisce la padronanza degli strumenti a disposizione in modo ancora primitivo, aspettando che magari la prossima sia quella volta giusta per esprimere quella nostra opinione che abbiamo ben collaudato negli anni. Essendovi però il rischio che, in occasione della volta giusta, si venga a scoprire che il nostro parere sia ormai obsoleto.
Altro discorso che mi lascia addirittura più triste e che offende il padrone di casa in modo davvero grave, è l’uso dell’anonimato. Ma, ricordo che, in illo tempore, JFranziscu indisse sull’argomento una sorta di votazione, il cui risultato disgraziatamente diede libero accesso agli anonimi! Quindi, la maggioranza di noi visitatori vede di buon occhio l’esprimersi da dietro il muretto a secco, per usare una espressione forte, ma ho, nell’occasione, piacere di esprimermi così sapendo che il muretto a secco della rete chiama la vendetta se pure soltanto verbale ed infilata nell’aere come sono qui tutte le nostre parole.

giovanni ha detto...

Pro a mie puru da una pagia de annos sa primma imbucada a internet est dae custu blog e naro chi tenet rexione bolognesi, unu chi faghet bene sa parte sua. Tantos augurios a su mere de custa domo, ca soe siguru sunt fintzas augurios pro su bene de sa sardigna intrea.

Davide Casu ha detto...

sugli anonimi sono d'accordo, per il resto no...
mi spiego: anche io sono uno di quelli che scrive poco, quasi mai. Poi v'è tanta gente che non ha mai partecipato a nessuna discussione, eppure legge quotidianamente il blog. Io non lo trovo misero; penso che stia nell'intelligenza delle persone valutare le proprie competenze nelle quali risiede la possibilità o di proferirsi in merito o stare zitti e apprendere senza nessun flatus vocis da regalare inutilmente, solo per dire che si è partecipato. Io questa regola la applico su me stesso. Seguo questo ed altri blog quotidianamente, ma ho imparato che quando le mie competenze non sono in grado di reggere alla qualità della discussione, la migliore opzione sia apprendere in silenzio. venti interventi stupidi non ne fanno uno intelligente. saluti e Auguri al BLOG e chi con le proprie competenze ed interventi ricchi di scienza e intelligenza hanno contribuito a questo risultato

giorgio ha detto...

auguri di cuore, il tuo blog merita questo grande interesse

mikkelj tzoroddu ha detto...

Per Davide Casu:
si, in linea di massima, hai perfettamente ragione. Rimane il fatto che quì si trattano problematiche che sono usuali a tutti i Sardi nel quotidiano esplicarsi delle proprie letture, presenti o antiche e quindi tutti hanno metabolizzato un loro proprio sapere, piccolo o grande che sia: fermo restando che anche se ciascuno di noi considera piccola cosa il proprio bagaglio di conoscenze, esso SEMPRE nasconde una componente, anche un solo bit, di originalità, una propria visione personale che può essere d'immenso aiuto. Le più grandi scoperte sono arrivate al traguardo, spesso, con l'ausilio di osservazioni all'apparenza sconsiderate, ma che hanno suggerito a molti il raggiungimento del proprio percorso investigativo. Anzi, caro Davide, ritengo che l'intervento di persona fuori dal contesto, proprio per la sua visione "assurda" di un certo argomento, sia il necessario viatico per ben procedere. Non per niente, negli anni sessanta fu messa a punto la tecnica del "brainstorming" in cui, intavolato un obiettivo. Era proprio un tavolo intorno a cui sedevano varie competenze, dalle minime alle più complesse; ciascuno poteva, per la verità "doveva" esternare il primo, qualsiasi pensiero gli passasse per la mente ed era fatto assoluto divieto ai partecipanti di fare battute o qualsiasi commento "saccente" proprio perché non si doveva interrompere il nuovo filo del procedere, al quale anzi tutti i partecpanti si attaccavano escogitando, in quella nuova visuale, il passo successivo che portava sovente, al traguardo della soluzione soddisfacente per tutti.
Ciò che reputo difficile da comprendere è che su quattrocento selezioni che vengono operate ciascun giorno, non si abbia mai la necessità, non tanto d'intervenire per dire la propria su una tematica nella quale si sia non fortemente addentro, ma proprio nell'ottica di migliorarsi, porre qualche domanda! Perché si dice questo? Da cosa deriva una qualche "certezza" così variamente dipinta in una qualche disputa? Mi raccontate per favore da cosa trae origine un qualche discettare? E via dicendo.
Credo caro Davide, che le occasioni non manchino! Infatti, il salotto di Pintore non è fatto per accogliere persone che esprimano le proprie convinzioni e basta! Anzi, credo che la sua prima ragion d'essere risieda proprio al contrario, nell'accoglimento di domande che tendano a chiarire alcuni aspetti, di quelli trattati, ma anche (e credo in maggior misura) ad accogliere quesiti, domande, manifestazioni d'una qualche perplessità anche su argomenti che non vengono trattati affatto. Proprio così e solo così si confera la missione del partecipare al salotto di Pintore
Grazie, mikkelj.

Davide Casu ha detto...

x mikkelj, o per tutti, non so...
ritengo che sia giusto anche quello che dici tu, ed in fondo credo che poi non siamo così distanti. Lungi da me l'idea che si debba discettare solo tra saputi o studiati. Anzi come te, ritengo che i lampi di genio siano spesso frutto di intuizioni, a volte anche poco ragionate e via discorrendo. non voglio citare o ripetere ciò che tu hai già chiaramente esposto. Comunque sia ritengo, personalmente parlando, che sia normale astenersi dall'intervenire quando non si presentino le premesse necessaie, e magari molti di coloro che non lo fanno la pensano allo stesso modo. Ognuno si fa responsabile di ciò che scrive o non scrive, io per quanto mi riguarda voglio avere la libertà di scegliere quando farlo, se ben documentato o credendo di poter apportare qualcosa se l'intuizione m'è compagna. Il senso del mio intervento era ed è quello di spiegare l'atteggiamento di uno che non scrive tanto, fronte a chi ne denunciava l'atteggiamento stesso che a sua volta era comunque qualcuno che invece scrive e si espone molto più di quanto lo possa fare io od un altro. Insomma, per concludere, la mia non è una censura od un invito a censurarsi, semmai solo la descrizione di un comportamento che comunque ritengo lecito e sensato: io, almeno per quanto riiguarda la mia libertà di espressione, preferisco usarla quando mi ritengo in possesso di una idea documentata o perlomeno intelligente, sennò preferisco tacere. A mi m'agrada aixì :)
saluti

dsc ha detto...

IN AMMENTU DE ZUANNE FRANTZISCU PINTORE

Oe 24/9/2012, a merie, a dolu mannu, est mortu
Zuanne Frantziscu Pintore,
pròpiu sa die chi fiat festende custu resurtadu ispantosu pro sas ideas suas.
Mi permito, de informare sos letores, publichende inoghe, ca non tenimus àteru mèdiu, in custu mamentu, custos pessamentos de sa famìlia e de sos amigos.
Onore e ammentu, dae su coro.
Diegu Corràine
.....................................................

Cun dolore mannu, sa mugere Anna, sos fìgios Càrminu, Francesco e Marina,
sa famìlia, sos parentes, sos amigos totus
pranghimus sa dispedida des’istimadu
ZUANNE FRANTZISCU PINTORE,
chi finas a s’ùrtimu
at gherradu pro afortire, cun s’òpera e sa vida sua,
s’identidade natzionale sarda.
Sa boghe, sa mente e sas ideas suas
ant a abbarrare semper in su coro nostru
e in s'ammentu de totu sos chi l'ant istimadu.

el-pis ha detto...

BENEITA SIADA SA TERRA KI T'ADA AMANTARE. T'HAP'AMENTARE SEMPER.

maimone ha detto...
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Andrea Zep ha detto...

Ciao Gianfranco.

maimone ha detto...

Adiosu Zuà

Zai ti bio in d'una nae nuragica esplorende coitosu su mare de s'eternidade

MARIEDDU ha detto...

Adiosu Zuanne Frantzi'....

Domitilla Mannu ha detto...

Cun su coro tristu e addoloridu,mi cherzo aunire a su dolu de sa famìlia e de totu sos chi l'ant istimadu comente pessone e comente mastru de ideas e de sardidade.

giovanni perasso ha detto...

noi lo sappiamo perchè e 1 milione sono anche pochi.
Gianfrà, a me e a susanna già ci manchi immensamente. sarai sempre nei nostri pensieri
johnny

Atropa belladonna ha detto...

Amico mio carissimo e fraterno. Sei andato via in punta di piedi, hai chiuso la porta piano, come era il tuo stile. Quando parlavi in Sardo, lo facevi allo stesso modo, sembrava una musica e riuscivo a capirci qualcosa perfino io.
Un bacio grandissimo, ovunque tu sia

giampodda ha detto...

Condoglianze vivissime alla famiglia. Un Saluto ed un Grazie a Gianfranco.

giovanni perasso ha detto...

Gianfra,
ill video che ti hanno dedicato su facebook dipinge la profondità della tua voce, della tua vita, del tuo pensiero, del tuo amare, della tua sobrietà. Sentiremo tutti un enorme vuoto. Grazie per la vita pensata che ci hai lasciato ad esempio. Adiosu susa

Gigi Sanna ha detto...

Adiosu Zua',frade caru,

como ses cun sa lughe de Deus e a costau de sos 'gigantes' de s'istoria de Sardigna. Nissunu t'at a ismentigare in sos tempos benidores ca ses istadu unu maistru de iscientzia, ma massimamente, de umanidade.

Zizi, Valentina, Emanuele, Massimilianu e Manuela.

Giuseppe ha detto...

Adiosu Zuanne, e sentite condoglianze a tutta la tua famiglia.
Conoscendo i tuoi ideali avrai certo pensato al futuro del Blog: perciò vorrei proporre di non modificarne il nome a prescindere dal nuovo anfitrione.
Giuseppe Mura

Tanit ha detto...

Adiosu... :-(

elio ha detto...

A bortadie sese tue giompidu
A oru'e lacanas de s'eternidade
Su coro lu tenimus afligidu
Pius debile s'est fata beridade
In custa Terra de dolore antigu
Ca totu est cosa de s'umanidade.
Como chi sos ogros as serradu
Menzus bies de nois frade istimadu

bm ha detto...

...da qualche parte ci sono, in una di quelle due o tre scatole che mi seguono di trasloco in trasloco da trent’anni, le lettere di Gianfranco Pintore. Assieme alle altre lettere e cartoline di quando si comunicava così, e stando chiusi in una cella c’era il tempo e la necessità di scrivere e leggere. Traccia a metà di uno scambio di idee, opinioni, scazzi, l’altra metà (le lettere che scrivevo io) persa o magari solo dispersa in altre scatole assieme ad altre mezze tracce.
Per un lungo periodo, dopo esserci conosciuti alla fine degli anni ’70, ci siamo scambiati opinioni epistolari sognando una Sardegna libera dalle presenze pesanti che l’avevano segnata, e finalmente “laboratorio” di esperienze e sperimentazioni autoctone ma con respiro, nel campo della cultura e delle allora poco conosciute energie alternative.
Poi, dopo il carcere, solo un brevissimo e fugace incontro, poi più niente. La lettura saltuaria del blog, e la convinzione ci sarebbe stata l’occasione di riprendere quei discorsi, inconsapevolezza del trascorrere del tempo, che si fa giustamente beffe dell’arte malinconica del rimandare.
Mi toccherà andare a cercare quelle lettere…
Ciao Gianfra’.
Benigno Moi

Davide Casu ha detto...

Grazie di tutto... bon viatge a qui va, per qui no torna endrera, bon viatge per qui no torna mai...

Archeologia Nuragica ha detto...

Adiosu Zuanne Frantziscu

tonino ha detto...

Adiosu Gianfranco. Un ringraziamento particolare dal G.R.S. Gruppo ricerche Sardegna per averci ospitato sul tuo blog in questi anni. Grazie tante Gianfranco

alberto areddu ha detto...

so, semus tristes e ischimus su proitte. Adiosu ZFP

Austinu S ha detto...

Adiosu mastru Juanne Frantzì.
A bos che connòschere in sa Santa Glòria.

Pietro Murru ha detto...

De annus e annus fiat sa prima cosa ognia mengianu: oberri custu blog de meraviglias, de finis arrexonamentus a pitzus de cosas mannas. Diaicci oi puru... e m'anti bintu is lagrimas!
Seu cun su coru accanta de is familiaris, si nd'est andau un omini de is mannus.

Adiosu tziu Zuanni! Adiosu...

Pietro

giorgio nuvoli ha detto...

Sei uscito dalla vita terrena con lo stesso garbo con cui amministravi il tuo blog. Ammiravo il tuo modo pacato di risolvere le diatribe. Lassù troverai la vera giustizia, cosa vietata per gli umani. Addio GRANDE FIGLIO SARDO.

piero ha detto...

adiosu amigu,
condoglianze a tutta la famiglia, ci mancherai per sempre

piero ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
raffaele airi ha detto...

A DDU CONOSCHERE IN PARADISU IN SA GLORIA MANNA DE DEUS.....

francu ha detto...

Fui scriendu a propositu de su milioni unu "Embè!", poita po su meritu de su traballu tuu, GFP, non mi parrit mancu meda.
Pustis hapu liggiu. Mi funti benidas a conca duas cosas: Gfp fut cuntentu; no sciat poita, ma fut cuntentu. No dd'has a creiri, ma ind'has furau su cumenzu de "A unus a unus appillant is steddus". Dd'has fattu apposta, comente unu urtimu pensamentu po mimi.
A tui puru, Comente a Bisaccia, funti crarus, immui, totus is isteddus de su celu, totus is raxonis bonas, totus is beridadis chi a solu, e a bortas cun is amigus, has turmentau in vida po ddas agatai.
No ddu nau po arriri, ma t'imbidiu. Imbidiu su chi bis, su chi scis, su chi podis fai immoi, anca ses arribbau. Sa bia chi has fattu in custu mundu fueddat de tui: a donnia corruada, a donnia cantoni, a donnia perda sezzia in s'umbra chi permittit su pausu a chini est cansau, a donnia passu agataus unu regordu de tui.
Tui, Zuanne, ses biviu tres bortas e ses renesciu a poni impari cosas chi medas no funti renescius mancu a biri.
Immoi sa vida chi ses cumenzendu est unu romanzu nou, su prus bellu chi pozzas scriri. Deus hat a bolliri chi bengiasta in su sonnu a s'abisitai, scera tui candu e chini, ma no s'abbandinisti in su scuriu.

Po sa familia, cumprendu su chi est passendu. Ma sciu puru chi nudda donat prus aggiudu su biri cantu fut istimau ZF, de parti de chini dd'hat connotu e de parti de chini hat vetti liggiu cosas suas.

Su problema chi nos hat lassau Zuanne est mannu e, currentementi, no scieus mancu comenti fai a preniri su buidu chi est abbarrau.
Po cantu mi pertoccat, mi pregontu cun chini hap' a podiri gherrai cun is fueddus po is cosas chi s'hanti biu castiendu unu a una parti e unu a s'atera?
Comenti bis, ZFP, t'indi ses andau no vetti chene pediri su permissu a nemus, ma t'has ingortu cun tui sa mellus parti de nosu.
Adiosu.

PaNic ha detto...

Il dolore è immenso ma a nome dei figli e della splendida Annedda,grande amore e compagna di lotte ed ideali, del mio caro e meraviglioso fratellino,ringrazio tutti gli amici che gli volevano bene e lo ricorderanno,mi auguro,sempre.

PaNic ha detto...

Panic,è il nome di chi mi ha fatto scrivere il commento.Grazia Pintore

Dàvide ha detto...

a totu sa famiglia de Zuanne Frantziscu Pintore li doe s'assolta e lis chèrgio espressare su dispiaghere meu sintzillu pro chi s'èssere andau tropu chito. no fippo sèmpere de acordu chin isse, peroe fut un'òmine onestu e francu chi si podiat istare a chistionu chin isse. Zuanne Frantziscu, istae seguru chi sa gherra tua pro su logu nostru l'amos a sichire!
dàvide

shardanaleo ha detto...

Addio antico compagno di lotte. In su Partidu Sardu femos unu pagu ROMPI, tue et deo. Si b'at un ateru Mundu... emos a sighire a rompere pure là.
ADIOSU FRADE.
Leonardo

michele podda ha detto...

Puru custa mancassa, tocat a la picare cun passessia, sos de familia e sos amicos custrintos.

A sos amicos dio narrer chi ZFP at dau inditos craros, prima de si ch’andare: a sighire s’opera sua mantenende bivu su blog, punnande de arribbare a su ‘e duos milliones, ca gasi si nde torrat a cuntentare.

bentuesusu ha detto...

Gratzias ZFP, gratzias de totu cussu ki nos as dau, fake biazu bonu in sa furriada a Siriu.
Sa luke siat kin tekus.

Pàulu Pisu ha detto...

Ia connotu a Zuanne F. Pintore una pariga de annus a oi in Pabillonis, in "s'arvure birdi" in ocasioni de sa presentada de s'ùrtimu bellu libbru cosa sua "sa losa de osana". Libbru chi agoa eus fintzas presentau in Sàrdara cumenti de Pro Loco.Tèngiu bellu arregodu de cussu merii de basca de istadiali passau impari a fueddai e arrexonai no sceti de su libbru. Sa presentada fut andada beni meda, fata a sa presèntzia de unu bellu pùbblicu. Presentis fintzas s'editori Cheratzu e prof. Gigi Sanna. Iau registrau in àudio-vìdeo sa presentada e posta nci dda iaus in youtube/situ de sa bibblioteca comunali de Santu 'Engiu. Sa presentada dda iaus fata totu in sardu, ellus! A is chi bolint torrai a biri e ascurtai a Zuanne F.

http://www.bibliotecadisangavino.net/index.php?option=com_hwdvideoshare&Itemid=88&limitstart=75

http://www.bibliotecadisangavino.net/index.php?option=com_hwdvideoshare&Itemid=88&limitstart=60


Chi is ideas suas sigant a bivi in sa conca e in su coru de is chi abarrant!

Giampàulu Pisu

PaNic ha detto...

Cara Aba,nemmeno io immaginavo che Gianfranco avesse tanti amici sinceri.C'è stata una partecipazione a Nuoro ed ad Orgosolo meravigliosa.Diegu Asproni ha letto un suo pensiero emozionante.Te lo manderei volentieri se mi mandi la tua mail.La mia è nugoro@alice.it.So quanto eri affezzionata a lui.Adiosu.Sono ospite da una mia cugina,quindi non viene la mia firma ma panic

stefano baldi ha detto...

Io Zuanne Frantziscu l'ho conosciuto solo sul blog, ma i suoi scritti e le sue idee hanno dato tanto al mio bisogno di identita' sarda. Avrei voluto abbracciarlo in vita, adesso unisco il mio abbraccio a quello collettivo di chi gli ha voluto bene. Adiosu e grazie per sempre!

Tziuvacca ha detto...

A du connoschere in sa santa groria Bonarcadu 27 de capidanne 2012
A. Vacca

francu ha detto...

Per Grazia.
Anche se ti ho incluso tra i parenti, che non ho il piacere di conoscere personalmente, a cui ho comunicato la partecipazione al loro dolore, il mio pensiero è corso a te particolarmente, per ovvi motivi.
Ti avrei scritto in privato, ma mi son perso l'indirizzo.
Sono qui comunque a testimoniare la mia stima per GF.

PaNic ha detto...

Signor Francu,la ringrazio tanto,tanto.Anche io volevo risponderle privatamente ma sono ancora a Nuoroed usando il computer di mia cugina ed,essendo,principalmente,imbranata non riesco ad entrare in gmail per vedere il suo indirizzo.Questa morte,così,improvvisa mi lascia,ancora frastornata.Quando sarò a Firenze,se vuole,le mando la commemorazione su Gianfranco fatta da Diego Asoroni,è commovente.Sono riuscita a tradurla dal sardo per mandarla ai miei amici fiorentini.Grazie ancora.

Stella del mattino e della sera ha detto...

Benvenuto. Benvenuto nel regno dove per sempre è luce.

elio ha detto...

(Pedindhe perdonu a Zuanne)

Stedhu miu, stedhu, non m'as a narrer ca sa boghe tua nos si nd'erribbat de s'atru mundu?

Franco Laner ha detto...

Mi conforta sapere che in quel milione c'era la consapevolezza di aver speso bene il suo impegno per la sua Terra, che anche attraverso Lui ho imparato ad amare e conoscere. Sentite condoglianze alla famiglia e un affettuoso abbraccio a tutti i suoi blogger che in Lui riconoscono stile e saggezza, nonché un'infinita pazienza.
Franco Laner

Grazia Pintore ha detto...

ianfranco era mio fratello,pensavo di non tornare più in Sardegna perchè l'attaccamento alla mia terra era così forte che volevo vivere di ricordi e basta.
Partecipavo al suo blog,così vivevo a distanza le tante emozioni che mi crea pensare a questa terra meravigliosa.Lui mi ha costretto a ritornarci.Tanto dolore ma tante emozioni nel rivedere parenti ed amici che non vedevo da tanto.Attraverso questo lutto ho constatato ,di persona ,come Gianfranco era amato e stimato.Ho rivissuto le tradizioni sarde ed il calore,la genorosità di questo popolo.Dolore e piacere nel capire che mio fratello aveva ereditato da nostro padre gli ideali,l'onestà,la rettitudine morale di nostro padre.Fratellino mio resterai vivo nella memoria di tutte le persone che ti hanno amato e stimato.

elio ha detto...

Grazia "stimada", la prima volta che lessi un tuo commento, pensai: "Sarà la sorella". Forse per il solo fatto del cognome. Ora che ne hai dato conferma, dicendoci qualcosa di te, ho avvertito un trasalimento, non per l'intuizione, che reputo una mia caratteristica, ma perchè ho avuto la sensazione che nel gran fiume abbiamo bevuto un pochino della stessa acqua. Capita a tutti gli uomini però, quando la cosa accade ti dà un certo fremito; a me, perlomeno, lo fa.

Ho conosciuto poco tempo fa tua cognata Annesa, in occasione della presentazione, in Isili, del libro di Gianfranco, "Il Grande Inganno". Per la sua bellezza composta, mi è venuta agli occhi l'immagine che ho sempre avuto delle antiche "dominae" sarde.
Vi abbraccio tutte due.

Grazia Pintore ha detto...

Elio,grazie.Su Annedda hai detto una cosa perfetta.E' una donna non solo eccezzionale ma ha dato a Gianfranco amore,comprensione,serenità ed un figlio splendido.Continuo a scrivere nel blog perchè mi sembra che mio fratello sia sempre vivo ed anche per condividere il dolore con chi lo stimava anche se c'erano divergenze d'opinioni,come le avevo io con lui.Grazie ancora.Signor Elio,le chiedo un grande piacere:mi può mandare la sua mail,ho paura di perdere gli amici di Gianfranco.La mia mail è nugoro@alice.it,Se non vuole non la capisco.Ho bisogno di restare attaccata al suo mondo.

Grazia Pintore ha detto...

ps.ho messo un no di troppo,volevo dirle che la capisco.

mikkelj tzoroddu ha detto...

Questa umanità che tracima da questi interventi, certo carichi di semplicità antica, mi coinvolgono a vivere momenti passati. Sono, nel leggerli, quasi disattento per consuetudine quotidiana alle semplici parole che fuoriescono dal cuore. Ma, non perché il cuore sia istinto irrazionale e nel momento del trasporto dice ciò che vuole, anche se non dovuto, no! Ben al contrario, il cuore ha fossilizzato antichi canoni che ci son sempre d’aiuto. Antichissimi canoni reduci (solitari?) d’una antichissima civiltà pienamente cosciente dei propri valori. Processi fossilizzati nel nostro atavico, originalissimo modo d’intendere il mondo che ci circonda! Messaggi che si fanno avanti e proteggono il momento che supera il disattento quotidiano tran tran. L’essere, al momento è conturbato, ma la visione cosciente del grande passato, che sommerge di sapere il quotidiano, del presente ch’è da sollecitare, sospingere, migliorare, del futuro ch’è ormai obiettivo quasi tangibile dei sogni che, l’Ospite Eclettico di questo salotto mi ha sollecitato a pregustare nel breve, lunghissimo volgere di questi tre anni.
Tutto questo poco, ed il moltissimo di più, che sfugge al mio sentire, dobbiamo alla sensibilità del Sardo continentalizzato, ch’è tornato Sardo (nel mezzo del cammin di sua vita) perché nella “più grande delle isole" dovea cercar di trarre i suoi simili dall’ormai troppo lungo impaccio.

mikkelj tzoroddu ha detto...

Rallegratevi. Non è arrivata la notte!
Conserviamo anche un solo frutto di quanto ci è passato d’innanzi, portiamolo a compimento, diamogli estesa soddisfazione nella sua più completa fioritura. Rendiamo disponibili i nuovi frutti di sardità ai tanti in antica attesa. Diffondiamo il fiore prodotto da nuove ricerche, dopo averne annotato seria profondità, al nostro prossimo. Si! Evangelizziamo il nostro prossimo! Togliamolo, sì impacciato, dal mondo pagano che lo inonda di buie, sconsiderate, raccapriccianti fantasie! Accogliamolo in quello che sentiamo essere il nostro credo: la Sardità! Nella sua più estesa accezione! Quella Sardità che è di tutto pregna! Trasmettiamogli il desiderio di andare a vedere! Di persona! Ch’egli assuma il piglio del nuovo credente, che si voti alla Sardità. Sì! È arrivato il giorno nuovo. Rallegratevi.

alberto areddu ha detto...

Se volete sapere la mia, penso che se ZFP avese voluto che il SUO blog continuasse oltre lui (che ho saputo sapeva di non stare bene) a un certo punto ne avrebbe cambiato anche leggermente la dicitura. Non l'ha fatto, è quindi giusto che: a ) il materiale spesso utile di tale blog venga conservato (non so come funziona per le cache, solitamente dopo un po' Google distrugge tutto e rimane solo traccia nella funzione ricerca di lacerti di brani), b) che rinasca un altro blog che potrebbe esser chiamato "sardoblog" "sardistica-blog", che ricordi tuttavia da dove si è partiti.

elio ha detto...

E che cacchio, Alberto, almeno il singolare! Qualche passatista come me potrebbe confondere. Sai com'è? avanti con gli anni, ignoranti, sballottati nella temperie linguistica, si potrebbe pensare al plurale di cacca (con un refuso). Volevi significare "memorie", vero?

alberto areddu ha detto...

La cache, Elio. Plurale le cache. Google mi dà per tale ultimo item: "Circa 2.920.000 risultati"; con cache si intende la memoria preservata in archivio, ma visibile solo azionando il pulsante "copia cache" che esce tramite freccette sulla destra di ogni link, ma non sempre c'è, perché i siti si aggiornano di continuo. Se i siti muoiono la cache sparisce (perché non c'è più sito) ma permane memoria allo stadio di frammenti, che parzialmente possono aiutare a ricostruire quanto veniva detto. Con altri motori di ricerca è anche peggio.

Francesco Pintore ha detto...

Dovevo fare passare un po’ di giorni, chi tende a trattenere invece che a buttar fuori mi può capire.

Mio padre era mio amico, è come se la perdita fosse doppia, in realtà è unica. Non ci credo completamente che non ci sia più e mille segnali lo provano; come oggi a pranzo, quando sorseggiando una grappa furlan per una frazione di secondo è comparsa alla mente la voglia di mandargli un messaggio per dirgli che forse avevo trovato qualcosa di degno dell’abbardente, per poi essere colpito dallo sgomento. Non ci credo perché la sua vita è impastata con i miei ricordi, quindi un pezzo di me se ne va ma contemporaneamente lui c’è. Ho quarantotto anni e non c’è un frangente di vita che non lo veda protagonista o sullo sfondo.
Mi ricordo di quel viaggio nel ’74, da soli – la prima volta! – quando in treno da Firenze a Civitavecchia lo battei sistematicamente a rubamazzo solo perché mi lasciava vincere e di come era contento a vedermi mentre mi “bullavo”. Fu l’anno in cui scoprii Orgosolo, io, bambino che abitava nella terribilmente viva e plumbea Milano degli anni Settanta, con la gente – vecchi, donne, bambini, ragazzi, adulti – che stava a tarda sera in strada a discutere, a bere, a cantare: mi sentivo Alice oltre lo specchio.
Fu l’anno in cui mio padre e mia madre iniziarono la loro seperazione e, inutile nasconderlo, fu un crollo per me. Per poi piano piano scoprire la forza del sodalizio fìsico, sentimentale, intellettuale fra lui e Annedda, per poi vedere crescere il mio formidabile fratello rocker Carminu. In questi giorni di commiato alla camera ardente e poi al funerale ero in pena per Anna, con il suo dolore composto e inimmaginabile, per Carminu così simile a me nel agognare un momento di solitudine per sfogarsi. Penso a mia zia Grazia– sua sorella – che cercava nelle discussioni genealogiche una ragione di ricordo e quindi di vita. E penso a Marina, nostra sorella costretta a Firenze, e quindi per certi versi quella sottoposta alla prova più dura perché lontana dai cari, dagli amici di babbo – cavolo, quanti ne aveva! – e nostri che in questi giorni sono stati una torre di forza.
Scrivo quasi a braccio, mi vengono in mente le discussioni sulla politica – sottrarsene complessivamente per cercare una comunanza benefica, socialista, libertaria e umanista come dicevo io o pensare a una politica buona, diversa come pensava lui? –, sulla filosofia, sulla storia e sul rivendicare il nostro comune retaggio atlantideo, sempre sull’orlo della sbronza dopo la mia ennesima sconfitta a pinella (negli ultimi anni non mi faceva più vincere, sigh).
Salto di pala in frasca, ma come potrebbe essere diversamente ora? Il mio adorato (cugino? zio? carissimi Luciana, Elias , Nicola, Katia, Lucia spiegatemi perché non ci capisco nulla: quando si ha a che fare con l’intreccio di Pintore e Piredda la storia degli Asburgo diventa una barzelletta) Michele Piredda mi raccontò di un pranzo, forse nel ’69 o nel ’70, in cui ossessionavo mio padre con una sfilza di “perché questo, perché quello”. Lui interrompeva qualsiasi discussione e mi rispondeva sempre, mentre Michele, come lui mi disse, se fosse stato per lui mi avrebbe ridotto al silenzio a sganassoni. Solidarizzo con Michele, ma che amico ho avuto per la miseria! È quello che avete conosciuto voi, io credo. Credeva nella politica buona, ma credeva di più negli esseri umani e tutta la sua vita lo dimostra.
Ricordatelo, continuate il suo impegno di una vita, fate vivere questo blog.

Ciao ba’,

Francesco

Giuseppe ha detto...

Grazie Francesco,
per non avere "trattenuto" il tutto.

Giuseppe Mura

p.atzori ha detto...

Sich'est andau unu frade mannu e balente. No apo fatu a tempus a dd'istringher sa manu e a ddi narre gratzie. Bisonza de sighire su caminu incomintzau paris. Adiosu ZFP, a nos bièr in chelu.

richard ha detto...

Sentite condoglianze alla famiglia.
Questo blog ha qualcosa di magico, come le fiamme di un caminetto nel buio della stanza. Non fate che il fuoco si spenga.
Riccardo Pinna Bretagne Francia

Grazia Pintore ha detto...

"Questo blog ha qualcosa di magico, come le fiamme di un caminetto nel buio della stanza. Non fate che il fuoco si spenga."Signor Riccardo che bel complimento ha fatto a
Gianfranco!La ringrazio di cuore.Sta a tutti noi non spegnere questo fuoco.

Domitilla Mannu ha detto...

Sabato scorso ad Ozieri,durante la cerimonia di premiazione, Gianfranco è stato ricordato brevemente da Vittorio Sella. I presenti hanno gradito e risposto con un caloroso applauso. Mi sono presentata al signor Sella e l'ho ringraziato.

DedaloNur ha detto...

addio Signor Pintore. le mie condoglianze ai familiari.

Gigi Sanna ha detto...

Vivrà, vivrà, Francesco, perché è e sarà sempre 'letteratura' giornalistica viva, sempre attuale e presente nella coscienza dei Sardi ma anche perché il Blog è stato un frutto singolare e irripetibile di un'esperienza di un uomo sensibilissimo. E anche questo sarà ricordato. Non c'è stato solo un bellissimo 'giornale' ma anche un Direttore che è stato 'quel giornale'. Per questo bisogna pensare, pur nella continuità 'ideologica' (chiamiamola così anche per cercare di rivalutare l'ideologia) a qualcosa di diverso perché il rischio è che si faccia una ridicola brutta copia di qualcosa di artistico. Bisogna sforzarsi e pensare a qualcosa di 'nuovo', studiando bene la personalità di Gianfranco, sempre attentissimo alle 'radici' ma anche a che rami e fronde dell'albero, grazie a vene d'acqua sorgiva, si innalzassero e dilatassero il più possibile per respirare l'aria del mondo.
Secondo me chi si prenderà la briga di guidare il vecchio/nuovo Blog questo dovrà valutare e calcolare: ciò che anche Zua' avrebbe approvato o, addirittura, avrebbe fatto, se fosse vissuto qualche anno di più. Sappiamo con certezza, che l'annuncio, festoso e tragico nello stesso tempo, del milione di visite costituiva per lui, così poco 'pazeri' e 'antipazeri', un nuovo punto di partenza, un mettersi giovanilmente di nuovo in gioco e prendere sentieri spinosi ma senza orme, per far capire a tutti ma soprattutto a se stesso che il grigiore, la banalità e la ripetitività sono la tomba del giornalismo di classe.
Cosa avrebbe escogitato non lo so, ma di certo stava allestendo quel nuovo 'blocco' di partenza per un altro scatto e un'altra corsa, per lo stupore e la gioia dei fans di cui andava orgogliosissimo, di coloro che (e sono in tantissimi a dirlo) prima anche del caffè mattutino usavano gustare la pietanza, quasi giornaliera, offerta da un menù inesauribile per qualità e per fantasia.

Tu dici Aba: 'Io sto maturando un mio pensiero, vedremo se è compatibile con le sue volontà, sempre che ve ne siano al riguardo. Per quel che ho capito nel poco tempo in cui l' ho conosciuto, Gianfranco aveva un attaccamento speciale alla sua terra e nello stesso tempo guardava al futuro, alla modernità'.

Praticamente ho ripetuto, come si vede, con altre parole il tuo concetto essenziale: l' attaccamento profondo alla terra, ma nella modernità, di Zua'. Ora aspetto (aspettiamo) con ansia il tuo progetto perché, ne sono sicuro, sarà quello di tutti noi, non solo quello di Gianfranco. Che è lì, aspetta, sornione, con la pipate celesti, avendoti 'eletto' da tempo Anzi benedetto da tempo, mia cara. Tu parmense, tu non sarda, eppure sardissima.

Gigi Sanna ha detto...

Dimenticavo. Tutti dovrebbero scaricare il testo del profilo su Gianfranco tracciato da Beppe Corongiu. Insuperabile per capire il contesto storico in cui politicamente e letterariamente è vissuto Zua'. Partendo da quegli 'appunti' si potrebbe fare una storia degli intellettuali, sardisti e non (soprattutto tra gli anni Settanta e Ottanta) del secolo Scorso. Bravo Beppe! Come sempre, sei attentissimo sule vicende e sui protagonisti del nazionalismo e dell'indipendentismo sardo. E sui loro avversari.

Grazia Pintore ha detto...

Com'è assordante questo silenzio!
Pechè non facciamo un pò di compagnia a Gianfranco!Chi lo sa fare continui la discussione,vi prego.

elio ha detto...

Siamo in attesa, Grazia, di poter continuare a discuttere con Gianfranco. Qualcuno, già lo fa da qualche altra parte.

Gigi Sanna ha detto...

Hai ragione Grazia. Ma Gianfranco sa che questo silenzio è meditazione, concentrazione per non guastare il troppo bello e il troppo utile di Gianfranco. Sarebbe facile continuare con le lodi e con il rimppianto o magari facendo vivere ancora la sua cretura con un mio post (magari uno di quelli che Gianfranco sapeva che avevo preparato durante le vacanze e che attendeva con fraterno affetto) o con uno di Aba o di Francu o di Mikkelj o di Stella del Mattino o di altri ancora. E' meditazione e concentrazione per far nascere e far andare con i passi giusti qualcosa che, anche se inevitabilmente inferiore, possa comunque non tradire le aspettative di moltissimi. Aba prima o poi romperà questo silenzio e questo 'qualcosa' lo comunicherà, credo, nello stesso Blog con un pezzo apposito e non qui nei post a commento. Quel pezzo sarà importantissimo e prepariamoci tutti a commentarlo perchè la nuova testata deve risultare, come in ogni buon giornalismo quando viene a mancare un direttore, novità nella continuità. Aba ha già fatto presente che la 'sardità' di fondo o sardismo (chiamatelo come volete senza paura delle parole)non si tocca. Già questo 'taglio' mi fa capire tante cose e soprattutto che ancora una volta sarà un 'mettere un Blog di traverso al dogma' ( così Gianfranco, in un articolo in 'Monti Prama', aveva definito la sua attività giornalistica democratica e 'antigiacobina' in Internet). L'impresa non sarà facile.

elio ha detto...

Qualuno, addirittura, con due "t".

mikkelj tzoroddu ha detto...

Beh, io non so come sarà il blog. Non so come si modificherà il blog, anzi il “Salotto”, di JFranziscu, come amavo definirlo. E, non scrivo per dare un indirizzo, perché non ne sarei capace. Però, non mi va neppure di demandare ad altri, l’onere di pensare. E, mi pare che si stia impostando il seguito (anzi l’inizio, anzi il tutto), facendone carico, a come dice Gigi, alla sola Bellamente. Certo, ha un bel capoccione! Ma, non mi pare nemmeno corretto, starcene qui a grattucchiarci ognuno le sue proprie, pesantissime incombenze giornaliere, aspettando che qualcosa accada. Nulla accade! Se non tutti collaboriamo! La sola pur raziocinante, calcolatrice capocciona di Bellamente, non potrà mai arrivare da sola a stabilire il meglio! Il meglio può essere stabilito da tutti coloro (e credo assolutissimamente tutti) che hanno ritenuto essere il Salotto di JFranziscu, anche un poco loro! Essi, nel momento in cui hanno deciso, onestamente, anche un solo intervento nei tanti dialoghi tenutisi fino ad ora, hanno maturato una sensazione che è madre di una posizione che può generare ancora un pur piccolo suggerimento personale atto, forse a dare anche una sola piccola sistemata, alla configurazione definitiva del nuovo salotto. Il quale certo avrà bisogno di un’avvio, un periodo di prova, una messa a punto della sua definitiva configurazione, ma potranno essere atti successivi.
Per il momento, forse è il caso che tutti coloro che si “sentono” di dire la loro, la dicano.
Posso suggerire (ho avuto recentemente occasione per nominarla) la tecnica, pur ormai desueta, del brain storming. Con le necessarie modificazioni d’uso e registrazione. Ma, qualunque altro modo di contribuire alla nuova creatura, ritengo auspicabile si segua. C’è il rischio che in tanti a parlare non si faccia mai giorno? Si, è un rischio, ma io lo correrei. Eppoi, al rischio, una volta identificato, c’è rimedio. In tanti un rimedio lo si trova.
Altrimenti, mi pare di capire che, da un lato c’è il cervello che cogita in solitaria, da un’altra c’è il mediatore, da altra ancora arriva un comprensibile sollecito. Ma, noi? Tutti, noi? Me compreso? Tutti i me che mi leggono? Continuiamo a pensare ai nostri affari aspettando il miracolo? Il miracolo sarà tale se vi sarà universalità di desiderio.

Grazia Pintore ha detto...

Vi ringrazio e mi scuso.Rileggere i vostri commenti mi conforta.E' vero ciò che scrive il signor Sanna:è un momento di meditazione.Mi scuso ancora per la richiesta.Mi sento egoista.Avere tanti amici attorno allevia il dolore.

Grazia Pintore ha detto...

Come siete cari,non so come ringraziarvi.

Giuseppina Sanna ha detto...

salutos a tottu.. iscrio inoche su dispiaghere meu pro sa perdita de Gianfranco...perdita no solu pro sa famiglia, ma pro sos sardos tuttu..appo connotu Gianfranco, Annedda tantos annos fachet..canno ippo minore..canno mannedda bi galu e nos accattaiamus in morisinu..son colatos annos.e no semus istos torra in Bitzi..semper in campagna..in sant'elia pro su murales de Diegu e pariata chi ini colatas pacar dies.. chi su zigarru.allegru..sorridente.mantesu a manu tenta chin Annedda..atta a esser custu s'ammentu meu de tene..comente appo già iscrittu...ti istimo..e semper t'appo a istimare..un saluto e un abbrazzu dae mene (Pina) e dae Olinda.

Gavinu M ha detto...

Adiosu Tziu Juanne Franzì....e gratzie pro su ki azzis fattu pro s'Isula nostra. Gavinu M

zfrantziscu ha detto...

Salude a totus. So Càrminu, su fizu de Gianfranco. In primis bos torro gràtzias pro s'acunnortu e s'istima chi azis mustradu in custas dies a su biadu de babbu; bos lu naro fintzas picande sas partes de mama: custos messazos nos cussolant e nos ammentant cada die chi custu blog est de impotu mannu pro bois cantu lu est pro nois.

Isterro custos pessamentos a disora: pro bois at a èssere canteddu a tardu, pro mene est tropu chitzo; ma sa presse e sas timorias bostras nos ant postu in pistighinzu e gai apo disinnadu de iscrìere deretu, comente sa conca at tentu fortza bastante.

Cando si nche morit una pessone chi tenides in coro, ite bos narant sos cumpanzos e sos familiares? "Tene passensia" bos narant. Como, amicos de su blog, est su momentu pro tènnere passensia e bìnchere sas timorias! Coladas pacas oras, deretu a pustis sa morte de babbu, apo cumpresu a beru chi isse no fiat petzi meu e de sa familia mea; pro ca deretu a pustis de sas condolensias cumpanzos corales de su biadu de babbu m'ant naradu: "Como tocat a tie! Como su blog lu deves picare tue in manos!". Apo cumpresu su dolu issoro, apo aguantadu, mancari chi babbu connoschiat cal'est su disinnu meu pro su tempus a bènnere (chi no est de mi pònnere deretu a fàghere su blogger), e su disinnu li piaghiat.
Su blog est sa criatura de babbu chi bois azis azudadu a pesare e crèschere, est s'aposentu suo prus galanu, chi bois azis prenadu de issentzia, cultura e onore. Como tocat chi tenzais passensia, como est galu su momentu de su dolu. Mancari gai, in su mentras, bois azis un imperju, e nois un àteru. Bois tocat chi ponais a pare sas ideas menzus bostras, pro chi siant prontas cando s'aposentu at a èssere torra ammaniadu (no at a èssere che a in antis, est a beru, ma a bellu a bellu l'acontzamus paris), e nois amus a buscare in mesu a sos amicos corales de babbu sos chi sunt a grabbu de sighire in s'àndala sua, pro chi su blog sighat a èssere un'oasi de pache, respetu, cultura.

So fizu de babbu meu duncas si b'at cosa chi no andat in custas paràulas bocàdela a campu, pro ca eo ascurtu e respeto chie no est de acordu, e paris mediamus. Solu bos dimando unu pacu de passensia si no torro imposta deretu. Torra gràtzias de coro a totus, chin istima manna.

Càrminu

Grazia Pintore ha detto...

Carminu caru,tue asa aiudadu(?) zia tua Gratzia a faveddare unu pacu sa limba e in questo tuo scritto hai dimostrato una maturità ed una saggezza superiore alla tua età.Bravo.Ciò che dici è più che giusto:bisogna aspettare e non essere impulsivi come la tua vecchia zia.

el-pis ha detto...

pro Càrminu: Omine istimadu, sas pauralas ki as'iscritu mi tocana su coro. S'erenzia ki t'est toccada est manna e galana, hamos a tennere passenzia. Como est tempus de dolu, ma comente sa braja issute 'e sa chisina isettada su buffu pro torrare a tennere, su fogu ki ada a naschire torra ad'essere ispantosu, craru e caente. S'andala de su connoschere nos'isettada.

Gigi Sanna ha detto...

Comunico alla famiglia e a tutti i lettori del Blog di Zua' che la rivista 'Monti Prama' Quaderni oristanesi della casa ed. PTM di Mogoro ha deliberato di indire ogni due anni, nell'ambito delle sue prerogative ed iniziative culturali, un Convegno nazionale in onore di Gianfranco Pintore sulla tematica riguardante il romanzo in lingua sarda. Presumibilmente (le date definitive saranno comunicate nei primi mesi del 2013) il Primo Convegno si terrà a Mogoro tra i mesi di maggio e di giugno. Avrà come (probabile) titolo: Il romanzo in lingua sarda. Nascita, crescita e attuale sviluppo.
Ci sembra questo il modo più opportuno per ricordare con le 'cose' nel tempo non solo la letteratura in sardo di Gianfranco ma anche tutta quella che, senza distinzioni e preclusioni, Gianfranco ha cercato di valorizzare e porre in primo piano 'mettendo un Blog contro'( contro un certo colonialismo linguistico culturale). Prego tutti coloro che sono interessati al progetto di mettersi in contatto con il sottoscritto perchè la macchina organizzativa possa mettersi in moto già dalla fine del mese corrente. E' gradito l'intervento dei ricercatori (soprattutto dei più giovani) delle due Università di Lettere di Cagliari e di Sassari e di quanti, all'interno della tematica, vorranno dare i loro contributi 'critici' diretti o con 'comunicazioni'. Sia in lingua sarda sia in lingua italiana (o, eventualmente, inglese o tedesca). Gli atti del convegno saranno pubblicati dalla stessa rivista 'Monti Prama'.
Ulteriori notizie sull'iniziativa saranno pubblicate nei quotidiani, nelle riviste isolane, in questo stesso e in altri blog.

Gigi Sanna ha detto...

Cara Aba, nella organizzazione e nella conduzione di quel convegno si potrebbero vedere molte 'cose' davvero. In primis se davvero i sardi tengono alla loro letteratura in prosa che, come sai, non è solo quella del romanzo. Il romanzo secondo me non è stato altro, per ora, cioè dal primo tentativo coraggioso di 'S'Arvure de sos Tzinesos', che uno sforzo collettivo, uno sperimentare la validità e l'efficacia in termini artistici e letterari di quella prosa. Il convegno sul romanzo, tra l'altro (ma se ne discuterà), servirà anche per mettere a fuoco in un franco dibattito critico, il più possibile 'scientifico', quanto sia stata usata e quanto abbia 'maturato' con consapevolezza il mezzo comunicativo ed espressivo isolano. Di ciò, come sapeva Gianfranco e sa Franco Pilloni, mi sarei interessato a tempo pieno già da molto tempo (anche a motivo dei miei studi personali sulla predica in lingua sarda e sulla storia della letteratura sarda in generale) se l'attività di ricerca sulla scrittura arcaica dei sardi non mi avesse sottratto praticamente ogni minuto. Ora, come sai, circa quest'ultima posso tirare come hai detto da poco tu, 'i remi in barca', perchè praticamente quello che si doveva dire da parte mia l'ho detto. Chi vuole ascoltare ascolti e chi vuole comprare compri. Invece ho intenzione di realizzare un progetto di cui ho discusso non poche volte con Franco Pilloni. Sottoporre, con un robusto e franco dibattito, la 'prosa' sarda al vaglio della critica. Anche per vedere se c'è la capacità (qualitativa e quantitativa) di questa critica, ovvero quella di studiosi che si sentano in grado di sottoporla a giudizio dopo decenni (e non più anni) di prove. Una specie di consuntivo e di bilancio. Gianfranco sollecitava questo intervento critico e per questo non a caso erano stati messi 'gratis' in Internet alcuni romanzi suoi e di Franco. Ma non mi pare, nonostante le polemiche nei confronti degli scrittori sardi in lingua italiana e dei festival che li sostengono, che qualcuno sia intervenuto con debito spessore specialistico a dire la sua nè su quei romanzi nè su altri. Ora io e la Rivista ci proviamo con la 'promozione',con il supporto organizzativo, sperando che nasca qualcosa di stimolante in quei giorni. Ma ci vogliono 'cose' e non parole estemporanee. Se mi passi la frase, ci vogliono 'cose sulle cose'. Queste ultime, belle e brutte, ci sono (e in abbondanza direi). Non ci sono invece le prime. Con grande gioia di tutti i detrattori del sardo che sulla verbosità e la scarsa concretezza propositiva giocano da sempre le carte migliori. Ma, come ho detto, ne riparleremo, anche perchè saranno anche e soprattutto altri ( mi auguro)e non solo l'umile sottoscritto a mettere in graticola la carne; quella sola che in un 'avvio' (anch'esso sperimentale)si può cuocere realisticamente in pochissimo tempo.

francu ha detto...

Sì, è vero.
Questa di un convegno di studi sulla letteratura sarda in sardo è un'idea che Gigi coltiva da anni, insieme a quella di un'associazione degli scrittori sardi in sardo che li possa mettere insieme per conoscersi meglio e aiutare ad aver voce in capitolo nei confronti degli assessorati che elargiscono contributi per la pubblicazione di libri, prescindendo dal parere e dall'interesse di chi quei testi ha scritto.
Ci abbiamo provato quattro o cinque anni fa, con un progetto firmato da me e da Dino Maccioni, ma sul più bello l'Ente ha ridotto il finanziamento programmato, strozzando sul nascere quello che era lo scopo principale della manifestazione.
Ora ci risiamo e sento che è la volta giusta, visto che il buon esito dipende in massima parte dagli scrittori e da chi è interessato alla letteratura sarda in sardo, acclarata la volontà e la capacità organizzativa di cui ha parlato Gigi.
Non bisogna dimenticare che "candu tirat su bentu, est prezisu su bentulai".
Forza paris!

mikkelj tzoroddu ha detto...

Hai perfettamente ragione, Bellamente.
E, ne hai in modo particolare per quanto attiene al mio piccolo giardino, coltivato con poche specialità da me intuitivamente (certo a te scienziata parrà avverbio scriteriato) agguantate.
Si, l’erba del vicino non è più verde! Anzi, il mio vicino lascia crescere le sterpaglie e non perdo tempo a guardarlo! Figurarsi a leggerlo! Non produce nulla; neanche un fiore vi si degna di crescere e se mi dovessi accorgere che si azzarda a raccontare di un qualche petalo proveniente dal suo avere, beh, ci metto un attimo a riempirlo di contumelie!
Si, questa scena ho visto ripetuta nell’ultimo mio contributo ed ha tristemente abbassato la dignità della discussione che in equilibrio si andava sciorinando nel salotto di JFranziscu, al punto che sono stato lì lì per intervenire pesantemente.
Si! L’erba del vicino è quasi sempre bruciata dal sole. Ma, capita anche che vi cresca spontaneo un singolo ciclamino (la stagione è propizia, in ogni senso) che ammanti di profumo persino il vicinato! Ecco perché in illo tempore imparai, amaramente a mie spese, quanto sia conveniente per me, dargli continuamente una sbirciata. Assolutamente conveniente per la mia crescita spirituale!
Credo, davvero, che una unione d’intenti, possa creare un portentoso insieme cogitante che farebbe velocemente tabula rasa delle enormi scempiaggini che ci vengono propinate da quelli che sto definendo per la prima volta I RICERCATORI DELLA DOMENICA!
Si! I ricercatori della domenica! Quelli che albergano alla sott’intendenza ed alla università!
Sono proprio essi che a ben vedere, meglio, a ben leggere ed a ben entrare nel merito di ciò di cui scrivono (solitamente con una parziale quanto dilettantistica visione dei parametri in gioco) a guadagnarsi l’esclusivo diritto ad appellarsi “i ricercatori della domenica”, anche per il disamore, che esterna un fastidioso tran tran, che trasuda dai loro scritti, nei quali (ma, qui solo per una osservazione sulla forma) non è traccia di proprio stile di scrittura, ma copiatura di locuzioni e perioducci, formanti asfittico esito letterario.

Gigi Sanna ha detto...

Caro Franco, so che tu ci sarai a darai il tuo contributo di critico oltre che di scrittore. Ma io qui attendo il pronunciamento di altri; quello che Gianfranco attendeva con pazienza per creare una 'cosa' con contenuti di discussione (criticabili, opinabili, discutibili, ecc. ma sempre 'contenuti') come quelli che hanno permesso al suo Blog di 'volare alto'.
Ora la 'cosa' circa il Convegno sulla prosa sarda e sul romanzo in particolare può nascere anche e soprattutto in questo Blog (qualunque sia la sua fisionomia nel dopogianfranco) che tanto ha discusso sulla lingua sarda, sul suo uso e la sua valorizzazione. Qui si possono fare nomi, proposte e suggerimenti per una fortza paris organizzativo senza precedenti. Bisogna coinvolgere la cosiddetta 'scienza' specialistica, accademica e non, gli studiosi di letteratura sardi e non, il giornalismo attento e senza pregiudizi, le testate (quelle poche che resistono) che hanno il sardo come lingua della comunicazione, gli editori e i librai, le organizzazioni sindacali, le segreterie dei 'Premi', i titolari di Blog 'linguistici', le scuole, i funzionari dei comuni, delle province e della Regione, ecc. ecc. E soprattutto gli autori, prescindendo per l'occasione da ogni valutazione sulla loro produzione letteraria. E forse sarà quello il momento per creare l'Associazione Nazionale degli scrittori in lingua sarda (aperta naturalmente anche agli scrittori in lingua non sarda) con lo scopo fondamentale di tutelare e di promuovere il 'prodotto' linguistico specifico isolano.
Cara Aba, quando affermo che intendo 'tirare i remi in barca' non voglio dire che mi fermo. Voglio semplicemente dire che è il caso che mi riposi e cerchi di sfruttare anche la corrente o il vento favorevole, se c'è. Personalmente ti dico che quel 'vento', senza che qualcuno proprio lo volesse, è nato con la 'gaffe' della Fadda, circa il documento nuragico dell'anfora di S'Arcu 'e is Forros. Che incredibile vergogna! Io credo che oggi non ci sia in Sardegna un archeologo, dico uno che uno, che possa avvallare quella azione così meschina, tendente in pratica ad assassinare (in un modo così cretino e infantile) un documento autentico (senza i 'se' e senza i 'ma' dei blatz blatz blatz) della cultura scritta della Sardegna della fine del bronzo e dell'inizio del Ferro, cioè della cultura scritta nuragica. Ripeto: uno che uno: perchè se questo uno c'è si faccia avanti e affianchi il prof. Giovanni Garbini con il suo fantomatico filisteo. Coraggio, quest'uno faccia l'applauso a chi dice che i filistei e i prefenici vivevano nei nuraghi (sic!) lasciando loro e solo loro le tracce della scrittura. Coraggio! Ci si esprima su questa scienza sublime! E così facile tacitare i 'cialtroni' pierini!
Parlerò, parlerò anche della presunta scritta filisteo punica (sic!) di Tharros, mia cara. E non solo di quella, ma lasciami godere il vento o venticello o brezza che sia. E, ti prego, abbi pietà delle mie mani, tutte callo.

Gigi Sanna ha detto...

Ripeto ancora

''uno che uno: perchè se questo uno c'è si faccia avanti e affianchi il prof. Giovanni Garbini con il suo fantomatico filisteo. Coraggio, quest'uno faccia l'applauso a chi dice che i filistei e i prefenici vivevano nei nuraghi (sic!) lasciando loro e solo loro le tracce della scrittura. Coraggio! Ci si esprima su questa scienza sublime! E così facile tacitare i 'cialtroni' pierini!

Ci spieghino, insieme al prof. Garbini, dove si trova mai il filisteo in legatura o in nesso. Ci spiegnino l'andamento strano di quella scrittura 'filistea'; ci spieghino il mix pittografico e lineare 'filisteo'; ci spieghino il segno a 'pugnaletto' di tipologia 'filistea'; ci spieghino i nomi 'filistei' di ILI e di 'ASHERAH; ci spieghino cos'è un'anfora di 'tipologia cananea' e 'filistea' assieme; ci spieghino dell'imbecillità dei potentissimi principi nuragici di Villanova Forru, stretti inquilini dei nuraghi, abilissimi fonditori e creatori di sublimi oggetti in bronzo,ma del tutto fessi e disinteressati alla scrittura; ci spieghino cosa ci fa una Tanit 'punica' in un edificio del XII secolo a.C. e usato al massimo nell'ottavo. Dal momento che si offrono contributi scientifici (caspita quali!) per raccogliere documentazione sulla Tanit'punica' (lo conosci Aba?) databile al IV e III secolo a.C., ci spieghi con un energico blatz blatz 'al di là di ogni ragionevole dubbio' che ci sta a fare quella Tanit punica in un sito nuragico, prefenicio e filisteo? Perchè tutti in fila certi archeologi della Domenica (con il mio maestro Lilliu in testa se fosse vivo) non vanno a chiedere scusa con il cappello in mano a Giulio Chironi, il primo che pubblicamente disse quello che si doveva dire dato il documento nuragico di Orani. Cioè che furono i nuragici a dare l'icona ai punici e non viceversa. Ma diedero solo l'icona o anche molto altro? Molto delle loro credenze e della loro religione di YHH/YHW/ YHHWH? Infatti, cosa c'è scritto, quale nome è riportato nel coccio di Orani con le due Tanit? Coraggio teorici del 'falso a priori'! Coraggio linguellisti e puntalisti sublimi. Scatenatevi nei forum e nei Blog pornofonici, e gridate pure che vi offendo. Che continuo ad offendervi. Che sono un tipaccio con i gambali barbaricini. E che vi devo dire? Ditemelo. Qualsiasi contumelia è davvero cosa da poco e da ridere rispetto al danno immenso che avete creato, con inaudita supponenza (direttamente proporzionale all'ignoranza), in tutta la vicenda riguardante la scrittura arcaica in Sardegna. Speriamo che il Blog possa rifunzionare presto perchè ne vedrete di documenti!
Non è vero che al mare abbia poltrito, cara Aba; per la prima volta nella mia vita ho dedicato parte del mio tempo libero a quello che per me è l'argomento più importante dell'intera cultura e della storia della Sardegna. Sì, fatti venire qualche idea, perchè nessuno andrà contro il 'filisteo' di Garbini. Figurati! Est in bucca de totus: arratza 'e genti cun buttarigas!

Gigi Sanna ha detto...

Ne parleremo, ne parleremo in questi mesi di scienza che 'nasce dal basso', democratica, tollerante, non supponente, non ipocrita, improntata, soprattutto al rispetto della sardità o della 'casa comune degli oggetti'. Si parlerà della 'legge della mortificazione' di Pietro Murru che, con la guida dell'Istituto Italiano di Stora e Protostoria (prova inconfutabile la famigerata lettera antiautonomistica della Bietti Sestrieri, con il suggerimento razzistico, ripreso dai blatz blatz nostrani) da oltre cinquanta anni tende a comprimere 'politicamente' la qualità della cultura arcaica dei sardi, 'snazionalizzandola' il più possibile, perseguendo una politica di stampo fascista a tutti gli effetti. Si proporrà un nostro 'vero' Istituto, anticolonialistico, di Storia e Protostoria non 'pilotata'. Se è vero che i Romani ha fatto fessi gli Etruschi, è vero anche che permanentemente cercano di far fessi anche i sardi. Soprattutto in questa fase acutissima di neo centralismo e di antiregionalismo. E ne parleremo prima a Bosa,a Macomer e ad Olbia, in questi due mesi. Perchè aveva ragione da vendere Gianfranco: senza l'intervento 'politico' (politico non partitico), cioè della polis o dei cittadini tutti consapevoli che non se ne devono restare inerti circa la loro 'specificità', la loro 'realtà' di esistenza nella storia, le 'vergogne' impunemente continueranno ad esserci senza che nessuno degli addetti alla ricerca scientifica le denunci. Nessuno aprirà bocca sull'assassinio della scrittura nuragica, su di un oggetto offerto in pasto ad uno studioso che aveva tutto l'interesse a renderlo estraneo e prodotto di altra cultura. Nessuno affiancherà G.Garbini, ma nessuno gli andrà contro perchè in fondo in fondo a non pochi sta bene così per la 'legge della mortificazione' che è quella che sempre deve essere tenuta presente. Soprattutto se si vuol fare carriera.

mikkelj tzoroddu ha detto...

Mi fa una certa tristezza, vedere questo luogo così deserto.
Troppo mancano le presenze di tutti. Troppo mancano le presenze dei soliti frequentatori del Salotto. Troppo manca quella vivace dialettica portata ad ampio spettro per sviscerare aspetti sviscerati e nuovi di bel nuovo. C’è una sorta di “lasciamo fare che ci pensano loro”. No! Io non voglio che ci pensino solo loro! O meglio, che “loro”, Bellamente e Gigi, ci pensino mi sta anche bene! Se si sono impegnati (soprattutto Bellamente, a sentire Gigi) dico grazie Dio! Ma, nel frattempo, io non voglio starmene con le sinapsi scollegate (relativamente alla questione del blog), ma voglio continuare ad inviare i miei contributi ogni qualvolta mi verranno in mente. Questo farò, inserendoli come commento a “Unu Millione”. Dico ciò anche per togliermi d’attorno quella asfissiante situazione d’attesa che infastidisce me (e credo tutti noi), ma penso sia di peso anche a chi sta pensando a meglio produrre una soluzione per la continuazione. Questo peso dobbiamo anche far nostro, alleggerendo l’impegno di chi sta operando per il bene del “Salotto”, e dicendo: prenditi tutto il tempo che reputi necessario per produrre una cosa buona!
mikkelj

Grazia Pintore ha detto...

Signor Mikkelj,tutte le volte che apro il blog di mio fratello e vedo che nessuno ha scritto mi viene la tristezza,è come se avessimo dimenticato Gianfranco.Oggi che ho visto che si era arrivati a 115 interventi, ho provato un pò di gioia.Sono d'accordo con lei.Scrivete quando avete pensieri,così facciamo compagnia a Gianfranco.Hanno ragione il signor Sanna ed il signor Elio che bisogna un pò riflettere ma,sono molto più contenta se tutti noi scriviamo e scriviamo.Grazie,grazie.

Gigi Sanna ha detto...

Cara grazia, rompo il silenzio per dirti che sono stato al Congresso del Partito sardo d'Azione. Un brutto congresso, per ammissione generale. Io però ci sono stato solo di Sabato all'apertura. Dopo aver sentito tutti gli interventi mi sono chiesto cosa avrebbe detto Gianfranco di un Partito che si è impoverito tanto per contributi 'critici'. La relazione del segretario Colli: onesta ma burocratica, senza slancio, senza afflato carismatico. Quella di Sanna, il presidente, a parte qualche spunto, un pianto davvero per taglio e per non aver capito che per parlare a braccio in un Congresso sardista ci vogliono gli attributi. L'unico appaluso sincero, anche il mio, è stato quando ha detto che non si candiderà più. Bene tocca ancora ad altri il dirlo. I cosiddetti saluti non sono stati da meno, con un Cappellacci che ha fatto la sua parte di 'democristiano' biancofiore con una spruzzata di vernice azzurra e l'esponente del PD con l'ennesimo comizietto dei 'noi siamo i migliori' perchè professori, Quest'ultimo poteva risparmiarsi la condotta ipocrita: bastavano cinque parole invece di cinquemila per dire: 'lasciate il Centro destra e passate al centro sinistra'. Degli altri ospiti preferisco non parlarne. Tranne che di Cumpostu e di Sale. Hanno entrambi riscosso quegli applausi che raddoppiati o triplicati potevano andare a Sanna e a Colli. Per chi lo ha capito il Congresso, almeno per un po' era nella foga tribunizia e nell'animo di Cumpostu e nella determinazione di Sale, sconfitto nella tribuna da Cumpostu perchè il sardo è, soprattutto oggi, un valore aggiunto immenso. Ma bisogna saperlo usare bene e possibilmente stendere qualche bella paginetta molto lucida con un sardo capace di reggere lo scafato italiano in temini soprattutto economici.
Il pranzo era così così. Ma per dieci euro non si può pretendere di più, perchè c'era il vino e il dolce. Anche il caffé.
Ora pare che quelle tre orette di apertura siano state le migliori perchè il Congresso, a parte qualche intervento generoso e persino commovente (così leggo) è stato quello che è stato: forse con non pochi nauseati da duelli, da personalismi, da galli e galletti. E da mozioni senza slancio e carattere. Per rendersene conto basta leggere i numerosissimi post a commento nel Blog di Paolo Maninchedda. Tanto che mi sembra che il vero Congresso si stia facendo ora per via mediatica. E non è vero, caro Maninchedda, che mancano gli intellettuali nel partito, Ci sono e come, solo che il cervello si spreca, serve a ben altro: ad appoggiare, a far numero 'robusto' per qualità di retorica, a proteggere gli amici e a uccidere i nemici. Come nella peggiore tradizione sardista dello sbudellamento generale. Ho visto con pena e dolore un accorato post di ua rappresentante della Federazione dell'Ogliastra. Ha fatto bene il Presidente del Congresso a proporre un Movimento femminile perchè sproni il partito e lo faccia diventare quel movimento indipendentista con i fatti e non con le parole che tutti vorrebbero: quello dei sardi 'liberos, unidos e soberanos' del Manifesto che tristemente lo gridava insieme ai quattro cavalli mori che però non vogliono proprio correre e fare la pariglia in una bella Sartiglia della storia della Sardegna.
Sì mi chiedo cosa avrebbe pensato Gianfranco, di un congresso davvero brutto.

Grazia Pintore ha detto...

Grazie signor Sanna.Sento che Gianfranco è veramente nel suo cuore e mi fa tanto piacere.Da quello che mi ha esposto,penso che sarebbe stato meglio che Gianfranco,invece di venire a quel congresso,se ne fosse andato a fare una bella passeggiata,con la sua adorata Annedda,a Capo Comino dove mi portò nel 2007.Il suo cuore aveva bisigno di serenità non di squallore,come ,mi sembra,sia stato il congresso.Gli ideali sono prerogativa di pochi,vero?

Maria Teresa Porcu ha detto...

soltanto ora riesco a scrivere qualcosa, perché mi sembrava un'invadenza, per me che non lo conoscevo di persona, esprimere il mio dispiacere per la sua morte sul blog. anch'io mi collego sempre e sempre leggo quell'ultimo messaggio: mi sembra il saluto più bello. se non vi sembro esagerata, vi dico come porto avanti la mia piccolissima battaglia culturale: facendo entrare il dio dei nuragici nelle aule del liceo classico, in buona compagnia del dioniso di Euripide, dio dalle corna di toro e contornato di serpenti.
il greco conosceva un'espressione: "leggera la terra ti sia..." e questo voglio augurare a gianfranco

michele podda ha detto...

Chiedo scusa se mi permetto. Sono affezionato a questo blog nonostante non sia un collaboratore attivo.
L’ultimo accorato intervento di Gigi Sanna, che non conosco di persona, mi spinge a dire la mia sui seguenti punti, in breve:
1- PSDAZ: mi sono sempre chiesto come mai persone come Zfp, Gigi Sanna, che so… Bachisio Bandinu e Salvatore Cubeddu (autore fra l’altro di un bellissimo testo sulla storia del Psdaz “SARDISTI”) e tanti altri non fossero fra i dirigenti di questo Partito e magari nemmeno più tesserati. Un’idea ce l’ho, e sarebbe il caso di parlare con maggiore frequenza dei problemi di questo Partito e in generale della politica in Sardegna.
2- BLOG: immagino che lo stesso Zfp avesse in mente di rinnovare il blog, pur essendo validissimo come sappiamo. Qualcuno ha auspicato una maggiore partecipazione dei frequentatori, sia con post che con i commenti. Si potrebbe chiedere ad essi (frequentatori) di dare la propria disponibilità alla pubblicazione di articoli su determinati argomenti di competenza. Immagino che i collaboratori stretti di Zfp costituissero una sorta di REDAZIONE, che bisognerebbe ripristinare ed eventualmente allargare, mancando il lavoro del “grande capo”.
3- ARGOMENTI: restano quelli (28) in elenco, con la giusta prevalenza di cultura sarda, politica in Sardegna, lingua sarda, archeologia (che ha sempre particolarmente caratterizzato questo blog). Si potrebbe vedere se non fosse opportuno insistere maggiormente su limba e politica-sardismo.
4- TEMPI: quanto prima converrebbe riprendere regolarmente le pubblicazioni, credo che tutti i frequentatori aspettino con ansia che il blog riparta. Quanto al titolo, se proprio lo si vuole cambiare, sarebbe bene che comunque conservasse anche il nome del fondatore.
5- MODI: proseguire l’attività improntando come sempre gli interventi a rispetto e correttezza, rendendo tutti i frequentatori sicuri e fiduciosi di essere essi stessi parte integrante di questa iniziativa.
6- STRUTTURA: forse conviene inserire la colonna dei commenti recenti, utile quando qualcuno interviene su un post non più presente in prima pagina.

Per concludere, “in caminu s’acontzat càrrigu”. Buon lavoro!

Grazia Pintore ha detto...

Signori,grazie dei vostri interventi e suggerimenti.So che Annedda ed i loro figli,hanno intenzione di non fare morire questo blog ma il dolore è così grande che si devono organizzare.Da quando mio fratello mi parlò del suo blog sono sempre stata partecipe perchè era un modo di stare vicino a lui ed alla mia amata terra,quindi la continuazione degli interventi,in attesa che qualcosa succeda,mi permette di alleviare il dolore e tutti gli scritti che leggo mi danno un gran piacere.Pur ripetendomi,vi ringrazio tanto,tanto.

Gigi Sanna ha detto...

Nonostante fossi un dei primissimi (se non il primo) invitato a collaborare già dal 2008, come fa testo l'archivio del Blog, io non facevo parte di una specifica 'redazione' per un motivo semplicissimo. Gianfranco non voleva, forte delle sue convinzioni sempre democratiche (persino troppo, come lamentava qualcuno in certi momenti di meschino attacco al Blog da parte dei 'giacobini), che ci fosse una 'redazione' dall'alto. Che ci fossero generali e truppa. Ca fuit iscramentau, e meda, de sas redatziones zornalisticas 'democraticas' a faulas! Desiderava (e lo faceva capire molto bene, con un garbo impareggiabile)che in qualche modo i tanti e i volenterosi costituissero un 'blocco spontaneo di intellettuali' (per usare termini di moda una volta) organico ad un certo discorso politico, linguistico. artistico e culturale con obiettivo la crescita della sua amatissima Sardegna, ovvero i suoi 'frades sardos' che io credo che forse nessuno ha amato tanto, con il cervello e con il cuore assieme, tra tutti gli scrittori della Sardegna. Chi legge oltre ai magistrali articoli del Blog ( ovviamente non solo questi) i suoi romanzi in sardo e in italiano capisce molto bene questo. E capisce perchè, per coerenza, ci sono i romanzi in entrambe le lingue. Desiderava un blocco 'liberal -sardista', non viziato da radicalismi controproducenti e improduttivi. Un blog inoltre aperto ai contributi di fior di intellettuali di altri Blog. Non è un caso che fosse aperto a moltiplicare il 'progetto' con l'invito a legggere, giorno dopo giorno, il pensiero ad es. di Biolchini (un 'grande' per gianfranco),di Bolognesi, di Maninchedda e di altri ancora. Persino con un invito a leggere il pensiero 'gracile' quanto vanitoso di chi ha mostrato con la sua condotta di non meritarlo.
Una volta in Oristano discutendone assieme si mostrò convinto che la strada del 'sardismo', al di là delle chiacchiere e delle contrapposizioni, passava attraverso l'unione di più Blog, attraverso la somma del pensiero critico collettivo che coinvolgeva, dato il nuovo mezzo comunicativo, soprattutto i giovani propensi a cercare dove trovare la comunicazione 'autentica' perchè generosa, sempre in movimento e controllabile attraverso molti confronti.
In ragione di ciò si capisce quanto sia difficile subentrare a Gianfranco, quasi che come nella norma, morto un Direttore avanti l'altro. Non è così e Aba lo ha capito molto bene, così come, ne sono sicuro, lo hanno capito tanti altri. Un erede non c'è e non può esserci. Si tratterà allora di vedere come continuare nella strada avviata da Gianfranco, come percorrerla con intelligenza 'ancora lui presente'. Certo forse avrebbe gradito un bel dibattito ma avvertendo alle 'centu concas' e alle 'centu berritas'. Lui, perchè si sappia, quel Blog lo ha creato senza consultare nessuno e senza dibattiti preventivi. Consapevole di rischiare moltissimo in termini di consenso con un'iniziativa solitaria, con nessuno alle spalle se non gli 'amici' ipotetici.

DedaloNur ha detto...

quella brava stavolta sei tu che hai curato la traduzione!

richard ha detto...

tutto tace.........

diogene senza l'anima? ha detto...

Buongiorno.

Complimenti!

Sono un milanese con lontane origini sarde. Mio nonno era di Ortueri.
Ci tengo moltissimo a queste - anche se parziali - origini, ne sono anzi orgoglioso.

Mi piacerebbe conoscere meglio Ortueri (l'ho visto solo una volta in vita mia, moltissimi anni fa), avere notizie di qualsiasi tipo in merito a questo paese e ai paesi adiacenti.

Feste, tradizioni, storia, curiosità, politica, qualsiasi cosa.

Sono molto grato a chiunque volesse aiutarmi in questa mia ricerca di radici lontane ma estremamente sentite con link, consigli di letture o altro.

Grazie mille!

Un nipote di un barbaricino.

richard ha detto...

@diogene senza l' anima. Di Ortueri non so, ma segua questo sito, se ha tempo e pazienza legga gli interventi e relativi commenti del blog, qui ci sono informazioni sulla grande Madre NDRS che non si trovano sui libri di storia (non ancora). Qui si sta (in progress) scrivendo la Storia. Apra il forziere e si goda il contenuto.

Adriano ha detto...

Ho letto solo adesso i vari interventi di Gigi Sanna, Michele Podda, ecc., mi ero proposto di non scrivere più in questo spazio dopo la scomparsa di Gianfranco, espongo solo alcune considerazioni: bene il ravvivarne la memoria creando uno spazio, come ha fatto Aba Losi, per proseguire l'impegno di divulgare specifiche tematiche. Ma per il resto è chiaro che nessuno potrà sostituire Gianfranco e la sua competenza.

Ad esempio si parlava del congresso sardista, altri parlavano di archeologia, è ovvio che ben pochi saprebbero portare avanti diversi argomenti in contemporanea. Qualcuno nell'ultimo mese ha cercato di strumentalizzare il suo pensiero, altri di ritagliarlo a loro uso e consumo, altri ancora ne hanno aprofittato per criticare alcune scelte politiche del suo percorso umano. Gianfranco in realtà era un vero nazionalista progressista, tanto interessato alla cultura, quanto alla politica della sua terra, e in quanto tale non era né di destra e né di sinistra. Infatti molti non si capacitavano del suo passato: fu dirigente del "Solco" sardista, autore di diverse pubblicazioni nazionaliste, fu tra i fondatori di Sardigna Natzione (indipendentismo socialista) ma anche di Fortza Paris (autonomismo moderato), e tutto questo si evince anche dalla rosa di siti (tutti differenti tra loro ma simili su specifiche tematiche) che aveva selezionato tra quelli consigliati e organici al suo blog. E tutti li considerava di pari livello, sia quando non ne condivideva alcuni contenuti, e sia quando li condivideva. E questo messaggio di pluralismo va assolutamente conservato.

Adriano Bomboi - SANATZIONE.EU

diogene senza l'anima? ha detto...

@Richard: Grazie, ho scoperto da poco questo interessantissimo sito e leggerò con attenzione i vari approfondimenti.

Gigi Sanna ha detto...

Carissimi, ormai questo Blog è diventato un archivio. Prendiamone atto con dolore e gioia assieme.Ci stiamo spostando in un altro salotto o aposentu bellu che si voglia chiamare. Spetta a noi far in modo che su tanto dibattere e sulla documentazione appassionata del dibattere non finiscano i tarli e la muffa. Ci sono scaffali e scaffali con migliaia e migliaia di pagine che non vanno perdute. Raccolte assieme, lo abbiamo detto altre volte, fanno il capolavoro scientifico -letterario di Gianfranco Pintore. Forse il suo 'romanzo' più bello. E come ogni romanzo per capirlo bene e per gustarlo va letto e riletto. Senza stancarsi. Soprattutto per certe pagine, spesso nascoste, di grandissima umanità.